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Stop allantiobesita sibutramina chi rimborsa i pazienti

29 luglio 2010

29 luglio 2010

Da gennaio 2010 in tutta Europa è stata vietata la vendita la sibutramina, un farmaco antiobesità, a causa del rischio di infarto e ictus connesso alla sua assunzione. Chi rimborsa i pazienti che si curavano con questo farmaco al momento dello stop?

Da gennaio 2010 in tutta Europa è stata vietata la vendita la sibutramina, un farmaco antiobesità, a causa del rischio di infarto e ictus connesso alla sua assunzione. Chi rimborsa i pazienti che si curavano con questo farmaco al momento dello stop?

Non è più in commercio
Il 21 gennaio 2010 è stata sospesa la commercializzazione di tutti i farmaci contenenti sibutramina, a causa del rischio di ictus e infarto connesso alla sua assunzione.
La decisione, presa dall'Agenzia europea Ema, è valida in tutti i Paesi dell'UE, Italia compresa: secondo i dati a disposizione, i rischi connessi all'uso di sibutramina superano i benefici. Quindi, è stato deciso, il farmaco non tornerà in commercio fino a che non sarà dimostrato il contrario.
I nomi commerciali dei farmaci in vendita in Italia erano Ectiva e Reductil (entrambi dell'azienda farmaceutica Abbott).

Chi rimborsa i pazienti?
I farmaci a base di sibutramina erano in classe C, a totale carico del cittadino. Il loro costo era piuttosto elevato: tra i 70 e i 90 euro circa per una confezione.

Sia l'Agenzia italiana del farmaco, sia la casa produttrice Abbott hanno messo a disposizione un numero verde per dare informazioni ai pazienti (rispettivamente 800571661 e 800298466), ma nessuno si è preoccupato di rimborsare coloro che avevano appena iniziato la cura e hanno dovuto sospenderla, neanche le associazioni di categoria dei farmacisti.

Abbiamo ricevuto segnalazioni di persone che, rivoltisi alla farmacia dove avevano fatto l'acquisto, si sono visti negare il rimborso. Vi siete trovati in questa situazione? Avete in casa una confezione appena iniziata di Ectiva o Reductil? Raccontateci la vostra storia.

Problemi di sicurezza e modesta efficacia
In commercio in Italia dal 2001, già nel 2002 la sibutramina è stata ritirata dal mercato italiano per alcuni mesi a causa dei sospetti sulla sua sicurezza (aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca). Riammessa successivamente alla vendita, erano state poste alcune limitazioni alla prescrizione (solo i medici specialisti potevano prescriverla, su ricetta non ripetibile).

L'Ema in quell'occasione chiese inoltre all'azienda produttrice Abbott di avviare uno studio per meglio definire il profilo beneficio/rischio del farmaco. È proprio durante lo svolgimento di questo studio che sono emersi nuovi dati preoccupanti sulla sua sicurezza (aumento del rischio di ictus e infarto), tali da portare all'attuale sospensione. L'agenzia europea ha inoltre osservato che la perdita di peso ottenuta con sibutramina è modesta.


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