Guida all'acquisto

Burro: guida all'acquisto


C’è chi lo usa moltissimo e chi lo elimina del tutto dalla cucina (ricco di grassi saturi non è certo salutare). Ma come orientare la scelta al supermercato? Ecco alcuni consigli.

  • Confezione. Se il consumo di burro è limitato, meglio scegliere le confezioni più piccole. Una volta aperto, infatti, si accelera il  processo di invecchiamento. Inoltre è meglio preferire gli imballaggi che si richiudono più facilmente.
  • Da centrifuga? A volte, in etichetta, si trova questa indicazione. Si riferisce alla tecnologia di produzione e in genere è un indice di qualità.
  • Burro light. Come per tutti i prodotti light, quando si “toglie” un componente, lo si sostituisce con altro ingrediente. Il burro light, nello specifico, ha un contenuto di acqua superiore rispetto al burro tradizionale: in pratica è un prodotto più instabile dal punto di vista microbiologico, cosa che richiede l’aggiunta di conservanti. Se lo acquisti per fare un dolce, inoltre, non è detto che sia  la scelta migliore: il burro viene aggiunto agli impasti come fonte di grasso e il risultato potrebbe non essere lo stesso.
  • Burro chiarificato. Il burro chiarificato è un “burro concentrato”, ossia fatto praticamente di sola materia grassa, senza acqua né proteine. Qual è il vantaggio? Ha un punto di fumo superiore al burro tradizionale. Quest’ultimo, infatti, a causa della presenza della caseina diventa bruno e tende a bruciare a una temperatura di circa 130°C. Quello chiarificato, invece, è adatto a essere impiegato in cotture che prevedono temperature alte, come la rosolatura degli arrosti e la frittura (anche se in questo caso è meglio utilizzare l’olio di oliva o quello di arachide). Ricorda, però, che essendo concentrato dovrai utilizzarne una quantità inferiore. Questo non si traduce in un apporto calorico più basso: la quantità di materia grassa di fatto rimane la stessa.
  • A ridotto contenuto di colesterolo. In una porzione di burro da 10 g (la dose giornaliera consigliata) ci sono 25 mg di colesterolo, circa la metà rispetto a una fettina di carne. In quello a ridotto contenuto di colesterolo, invece, circa 5 mg per 10 g di burro. Ma non basta certo usare questo genere di burro per correggere la propria dieta: in realtà ha senso sceglierlo solo se seguo una dieta e uno stile di vita sano.

Dal punto di vista nutrizionale

Il burro classico contiene tra l’80 e l’84% di grassi di cui buona parte sono saturi, nemici della nostra salute. Questa è la differenza fondamentale con l’olio extravergine di oliva, più ricco di grassi monoinsaturi, decisamente migliori per l’organismo. Questo non significa che il burro debba essere bandito dalla nostra tavola. Per una dieta equilibrata l’ideale è limitarne l’uso: una porzione da 10 g (circa 75 kcal e 5.5 g di grassi saturi) è più che sufficiente per condire un piatto di pasta o imburrare una  fetta di pane per la colazione.