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Carte fedeltà: i tuoi dati in cambio di poco risparmio

Le carte del supermercato fanno risparmiare? Sconti e premi in realtà valgono poco rispetto alla spesa fatta. I dati che si forniscono, invece, sono preziosissimi. La nostra inchiesta sulle carte fedeltà di 10 insegne.

12 aprile 2018
Carte fedeltà

Alzi la mano chi non ha almeno una carta fedeltà nel portafogli: gli italiani sono al primo posto nel mondo, con il 74% che ne ha almeno una, contro una media mondiale del 66%. Una nostra indagine del 2017 sulle carte dei supermercati dice che le persone considerano utili o molto utili gli sconti e i premi che garantiscono. Ma è davvero così? I vantaggi, in realtà, sono meno sostanziosi di ciò che sembra. Mentre le informazioni che forniamo usando la carta sono molto preziose. 

Le raccolte punti in 10 insegna

Abbiamo verificato i cataloghi e il sistema di raccolta punti di 10 insegne valutando alcuni premi. Per capire quanto effettivamente valgono, abbiamo visto quanto costano sul mercato per poi stornare la cifra dalla spesa che bisogna fare per aggiudicarseli. Così otteniamo a quale risparmio corrispondono sulla somma sborsata. Generalmente ci si ferma a percentuali molto basse, spesso nell'ordine dello zero-virgola e raramente vicine al 10% (solo con Esselunga avviene più spesso). Da considerare, anche, che se si vuole avere maggiore "sconto" sulla spesa, in tutti i casi valutati la soluzione più vantaggiosa è quella che prevede una parte di punti e una di contanti. Ecco i risultati completi dell'inchiesta.

Buoni spesa-briciola 

Oltre ai premi, a volte, si possono anche trasformare i punti in buoni spesa, ma a conti fatti sembra l'opzione meno conveniente: sono infatti buoni irrisori rispetto alla spesa necessaria per ottenerli. Ad esempio, con Esselunga si ha un buono da 27 euro ogni 3mila punti, che corrispondono a una spesa di ben 1.500 euro, quindi lo sconto è solo dell'1,8%; senza contare che la spesa effettiva da fare sarà anche maggiore di 1.500 euro. Il conteggio dei punti infatti inizia solo dopo i primi 5 euro sullo scontrino, quindi tutto dipende da quante spese si faranno e di quale entità: ad esempio, ipotizzando una spesa da 50 euro alla volta - e togliendo a ognuna i primi 5 euro che non contribuiscono alla raccolta punti - ne dovrò fare 34 per avere i 3mila punti necessari e quindi spendere 1.700 euro, non 1.500.

Sconti(cini) sui prodotti

Gli sconti sui prodotti sono un altro vantaggio con le carte fedeltà: gli occhi brillano quando proprio il prodotto che ci serve è in promozione al 20% o al 30%. Ma, in base all'ultima indagine supermercati mediamente solo il 12% dei prodotti a scaffale è in promozione. Tenendo conto che lo sconto, esagerando, è del 30%, si può stimare un risparmio del 3,6% all'anno. Su una spesa di 1.000 euro, sono 36 euro, nemmeno poi così tanto.

Consigli per gli acquisti 

In conclusione, chi pensa che la carta sia uno strumento per risparmiare chissà quanto, si sbaglia. Paradossalmente, può portare anche a spendere di più se si tende a comprare prodotti in sconto, più spinti dal fatto che sono in offerta che dal fatto che ci servono davvero. Per risparmiare in modo significativo sulla spesa è più efficace scegliere prodotti a marchio commerciale o fare la spesa in un discount. Quanto ai premi, per capire se ne vale la pena, meglio fare una ricerca online per vedere qual è il loro prezzo sul mercato.

Perché i nostri dati sono preziosi 

In realtà, premi e sconti non hanno nulla a che vedere con la generosità del supermercato. La grande distribuzione trae vantaggi enormi dalle carte fedeltà: oltre a far tornare la clientela e quindi a garantirsi profitti futuri, ottiene informazioni molto importanti sui suoi comportamenti di acquisto. Si tratta di dati che possono fare guadagnare molto al supermercato e, se ben usati, possono essere utili anche ai clienti. Bisogna dedicare qualche minuto in più alla lettura dei moduli per la sottoscrizione della carta in modo da barrare solo le caselline che si desidera, ma almeno così si decide in modo consapevole, dando un valore al proprio patrimonio di dati.

 


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