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Coca Cola: interviene l'Istituto dell'autodisciplina pubblicitaria

20 novembre 2012

20 novembre 2012

Cresce l'allarme per la diffusa obesità infantile, ma alcune pubblicità sembrano andare nella direzione opposta rispetto alla necessità di promuovere regimi alimentari corretti. È il caso dell'ultimo spot della Coca Cola, dove la bevanda viene proposta come sostituta dell'acqua a tavola. L'Istituto dell'autodisciplina pubblicitaria verificherà l'aderenza al Codice delle prossime campagne pubblicitarie dell'azienda.

Il fine della nuova campagna pubblicitaria "Coca Cola 2012: ceniamo insieme!" è quello di promuovere il consumo della bevanda a pranzo o a cena. Nello spot Simone Rugiati, noto chef della trasmissione di La 7 Cuochi e Fiamme, propone la ricetta del giorno (cotoletta di tacchino con melanzana, pomodori, provola e basilico) e quindi dispone tutti i commensali attorno a un tavolo. A questo punto entra in campo la Coca Cola: lo chef mette a tavola una bottiglia e afferma "...e aggiungete tanta felicità! Oggi pranziamo insieme con Coca Cola!".

Un bicchiere contiene il quantitativo di sei cucchiaini di zucchero
Il messaggio propone la nota bevanda come sostituto dell'acqua che, generalmente, accompagna i pasti degli italiani. Un messaggio insidioso e diseducativo, dal momento che seduti attorno al tavolo ci sono anche alcuni bambini. Dal punto di vista nutrizionale, bere Coca Cola durante i pasti incrementa in misura notevole l'apporto giornaliero di calorie e di zuccheri. Ogni bicchiere (250 ml) contiene infatti 27 grammi di zuccheri, il quantitativo di sei cucchiaini, pari a circa la metà della quantità di zucchero che dovremmo assumere nel corso della giornata. Questo mentre si cercano di promuovere stili di vita sani e regimi alimentari corretti, a fronte della crescente obesità infantile in Europa e nel nostro Paese.

Lo spot contribuisce a creare una cultura alimentare scorretta
Sul sito di Coca Cola, l'azienda tenta di spiegare le ragioni del perché sia importante mangiare insieme e afferma che "mangiare insieme è un buon modo per assicurarsi che la famiglia segua una dieta equilibrata". Ma cercare di far passare il messaggio che una bevanda gassata e calorica sia essenziale durante il pasto, soprattutto quando lo spot è rivolto anche a un pubblico di bambini e adolescenti, contribuisce a creare una cultura alimentare scorretta. Per questo motivo abbiamo richiesto l'intervento dell'Istituto di autodisciplina pubblicitaria affinché valuti la conformità della comunicazione commerciale con le norme del Codice di autodisciplina per tutelare gli interessi generali del pubblico.

La risposta dell'Istituto dell'autodisciplina pubblicitaria
A seguito dell'invito rivolto a Coca Cola affinché attuasse una revisione della comunicazione pubblicitaria, l'azienda ha precisato alcuni punti. È stato accolto in maniera positiva l'invito a rivedere il contenuto della propria comunicazione commerciale in oggetto, esplicitando il consumo nell'ambito di occasioni "speciali" e non quotidiane. Dal momento che la campagna non è più in onda, il caso è stato archiviato. L'Istituto dell'autodisciplina pubblicitaria si riserva di verificare l'aderenza delle future campagne Coca Cola con le norme del Codice di autodisciplina delle comunicazioni commerciali.


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