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Dove sta il succo

28 giugno 2010

28 giugno 2010

La “frutta si fa succo” è la campagna pubblicitaria di Amita. Ma dei tredici gusti proposti, solo quattro sono veri succhi.

In molti casi, semplici bevande
Nei bar, come nei negozi, spopolano le bottigliette Amita. Il marchio ellenico, di proprietà della Coca Cola, ha anche lanciato un’invadente campagna pubblicitaria secondo cui “la frutta si fa succo”, facendoci intendere che sorseggiare una di queste bevande equivale a mangiare il meglio della frutta. Dobbiamo deludere chi ci ha creduto: dei diversi gusti proposti solo alcuni sono succhi 100% (ananas, arancia, pompelmo e 5 frutti). Per il resto si tratta di semplici bevande o nettari.
Ciò significa che, oltre al vero e proprio succo di frutta, il prodotto contiene anche acqua e zucchero. Ad esempio, il gusto alla pera è un nettare, dove il contenuto di succo è il minimo ammesso dalla legge per questa categoria di prodotto, cioè il 50%.
Altri gusti, per esempio i mix Ace o Mirtillo sambuco, sono bevande: in questo caso, oltre al succo presente (che va dal 20% al 40%), all’acqua e allo zucchero, vengono aggiunti aromi per rafforzarne il gusto e additivi per modificarne la consistenza.
Il caso estremo è la bevanda al melone, dove il succo di questo frutto si riduce al 3%, mentre il resto del succo (l’altro 25%) è costituito da succo d’uva concentrato, impiegato sostanzialmente per il suo potere dolcificante.


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