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Fast food basta con il marketing aggressivo

01 ottobre 2009

01 ottobre 2009

I fast food usano strategie di marketing aggressive. Le pubblicità di Mc Donald's, Burger King e Spizzico spingono i giovani verso abitudini alimentari sbagliate. In questo modo il rischio di obesità, già una vera e propria epidemia, aumenta, specialmente tra bambini e adolescenti.

Impossibile resistere al cibo malsano
La nostra inchiesta mostra come Mc Donald's, Burger King e Spizzico usino ogni sistema possibile per attirare i giovanissimi. Pubblicità mirate sui siti web più visitati, gadget di ogni tipo, immagini dei personaggi dei cartoon più amati spingono i piccoli clienti a consumare hamburger e patatine a ogni ora della giornata, diffondendo così abitudini alimentari sbagliate. Visitando i negozi e i siti web dei tre fast food ci siamo accorti che è difficile resistere all'offerta di panini sempre più grandi a prezzi stracciati.

L'influenza crescente del web: ci vogliono più regole
I siti web dei fast food americani giocano ormai un ruolo chiave per la fidelizzazione dei giovani clienti: sull'homepage del sito di Mc Donald's si possono scoprire le nuove offerte gastronomiche attraverso giochi online, mentre burgerking.it propone lo scambio di cartoline elettroniche. Il sito web di Spizzico è meno spregiudicato e nel nostro paese anche la pubblicità dei fast food sulle reti televisive sembra essere meno aggressiva. Ma iniziative drastiche, come quelle adottate da alcuni paesi nordeuropei che hanno vietato gli spot dei fast food durante i programmi per bambini potrebbero comunque aiutare a ridurre il fenomeno dell'obesità fra i giovani.
Sempre se accompagnate da una buona educazione alimentare data dai genitori.

Altroconsumo sostiene da tempo la campagna di Consumers International che mira a dare maggiori regole al mercato selvaggio della pubblicità alimentare.

Regole per proteggere i giovani
Per combattere l'obesità bisogna frenare il bombardamento pubblicitario imposto dalle aziende alimentari. Ecco alcune regole per proteggere i più giovani.

  • Regali, giocattoli collezionabili, personaggi famosi, cartoni animati, che attirano l'attenzione dei bimbi, non devono essere sfruttati per pubblicizzare alimenti poco salutari.
  • Deve essere ridotta la pubblicità televisiva di cibi troppo ricchi di grassi, zucchero o sale nelle ore di programmazione pomeridiane, ma anche quella via internet.
  • L'educazione alimentare va insegnata nelle scuole, dove bisogna promuovere il consumo di frutta e verdura.

L'impegno di Altroconsumo
Questa inchiesta internazionale è l'ennesimo impegno da parte di Altroconsumo nella lotta contro l'obesità infantile, favorita dalla pubblicità alimentare aggressiva. Insieme a Consumers International, l'organizzazione mondiale delle associazioni di consumatori, sosteniamo da tempo l'adozione di un Codice di autoregolamentazione sul marketing di alimenti e bevande destinate ai più piccoli. Il codice, che auspichiamo venga adottato dall'Organizzazione mondiale della sanità, punta a prevenire i danni alla salute legati al consumo di cibi e bevande ipercalorici. La campagna di Consumers International contro il cibo spazzatura ha proprio l'obiettivo di dare maggiori regole al mercato selvaggio della pubblicità alimentare (per saperne di più www.junkfoodgeneration.org, sul sito di Altroconsumo trovate il Codice tradotto in italiano). Non si tratta di bandire i fast food. Ma neanche di consentire che si faccia di tutto per farli diventare una cattiva abitudine.

Altroconsumo ha anche sollecitato il ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali perché siano adottati strumenti efficaci per fare una prevenzione mirata dell'obesità infantile.

I fast food dell'inchiesta:
  • Burger King
  • Mc Donald's
  • Spizzico

Come ti attiro il bambino


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