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Verdura sempre piu cara

01 marzo 2012

01 marzo 2012

Un aumento medio dell'8,6%: in base ai dati provvisori dell'inflazione a febbraio è questa la percentuale di rincaro subita dalla verdura. Un dato che fa pensare, soprattutto se raffrontato con l'inflazione annua del 3,3%. In verità la variazione annua è stabile, anzi in leggero calo.

L’aumento mensile dell’8,6% sembra dovuto a due cause: da un lato il gelo calato sul nostro paese tra fine gennaio e i primi di febbraio, dall'altro lo sciopero degli autotrasportatori che ha bloccato le strade siciliane per buona parte di gennaio e provocò una crisi più ampia tra fine gennaio e i primi di febbraio.

Prezzi alle stelle, come lo scorso anno
In verità, a questo aumento mensile corrisponde una variazione annua nulla, anzi addirittura in lieve diminuzione. Il grafico mostra l’andamento da gennaio 2008 a dicembre 2011, confrontato con quello dell’inflazione generale. Come si può notare, proprio tra gennaio e marzo dello scorso anno i prezzi dei vegetali freschi sono cresciuti in maniera significativa, in seguito a un raccolto particolarmente sfavorevole. Il risultato fu che i prezzi schizzarono alle stelle, per poi ritornare alla normalità nei mesi di dicembre e gennaio di quest’anno e, dunque, rispetto allo scorso anno naturalmente in calo.
Il dato dell’aumento mensile dell’8,6% su base mensile e una stabilità dei prezzi su base annua, dunque, è estremamente allarmante: significa che i prezzi sono tornati ai picchi dello scorso anno, troppo alti.
Grafico
Alcuni punti del tavolo sulla sorveglianza dei prezzi
Il Garante sulla sorveglianza dei prezzi (cosiddetto Mr. Prezzi) ha convocato il tavolo sulla sorveglianza dei prezzi il 16 febbraio. Eravamo presenti anche noi, in rappresentanza delle associazioni di consumatori. Emersero chiaramente alcuni aspetti:
  • I prezzi all’origine e all’ingrosso subirono rincari solo per un paio di giorni e solo per specifici prodotti di origine siciliana.
  • Nei giorni in cui mancarono i prodotti italiani, tali prodotti furono sostituiti da prodotti di origine straniera (soprattutto spagnola), pertanto non c’era alcuna ragione perché i prezzi al consumo dovessero risentirne.
  • Dopo la riunione, il Garante pubblicò sul sito del Ministero per lo Sviluppo Economico una notizia che iniziava nel modo seguente: “Gli aumenti congiunturali di prezzo di alcuni prodotti ortofrutticoli, nei mercati all'origine e all'ingrosso, dovuti agli eventi climatici delle settimane, sono stati riassorbiti e il settore si sta riallineando alle dinamiche di periodo”.

Comportamenti speculativi e aumenti ingiustificati
I dati dimostrano che invece comportamenti speculativi ci sono stati e che simili aumenti sono assolutamente ingiustificati. Ci aspettiamo a questo punto un intervento repentino affinché si faccia chiarezza. In particolare riteniamo che si debba ribadire quanto segue:

  • Il mercato Europeo ha funzionato: la carenza di produzione italiana è stata compensata dalla presenza di prodotti di origine europea.
  • Gli eventuali danni subiti dai produttori italiani dovranno essere portati e discussi in sede europea affinché in quella sede si trovino i sistemi di compensazione adeguati.
  • L’aumento dei prezzi di febbraio è assolutamente ingiustificato e ci attendiamo un chiarimento dalla filiera, anche in presenza delle associazioni di consumatori.

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