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I vini bianchi della Sardegna

01 novembre 2010
vino bianco

01 novembre 2010

In Sardegna, terra ostica alle più comuni coltivazioni agricole, battuta dai venti di maestrale, il vino Vermentino riesce ad esprimersi con caratteristiche di spiccata personalità. Sono 50 le bottiglie che abbiamo selezionato per il test.

Bianco dal gusto inconfondibile
Questo vitigno, conosciuto e coltivato in tutta la costa del Mediterraneo - dalla Spagna alla Liguria - qui dà vita a un vino bianco dal gusto inconfondibile, amato e apprezzato in tutta Italia. Anche i risultati del nostro test lo mettono in buona luce: le 50 etichette selezionate (tra le più diffuse e facilmente reperibili nei supermercati) superano le prove a testa alta. Un successo, dunque, meritato.

Bere bene, al giusto prezzo
I vini bianchi piacciono ai nostri esperti dell'assaggio: la maggior parte ottiene una valutazione positiva. Tra i vini che abbiamo collocato nella fascia di più alto livello qualitativo, metà dei prodotti non supera i 6 euro. Le due etichette che hanno entusiasmato i nostri assaggiatori costano 5,20 euro e 6,20 euro (al supermercato). Tutti i nostri Migliori Acquisti hanno un prezzo che non supera i 5 euro. Per bere bene, dunque, non occorre spendere un capitale.

Etichette da migliorare
Un'etichetta completa è la carta d'identità di ogni prodotto, vino compreso. Oltre alla denominazione, all'annata, al grado alcolico (e ad altre informazioni obbligatorie sempre presenti) alcune indicazioni facoltative servirebbero proprio a un consumo più consapevole. Solo pochi prodotti consigliano, per esempio, come e per quanto conservare il vino una volta acquistato. Se lo facessero tutti si saprebbe sempre con esattezza entro quando bere una bottiglia, senza che ne risenta il sapore. Nessuno poi dà indicazioni su come e per quanto tempo conservare il vino una volta stappato. Voi non vorreste saperlo?

Test: severi con la solforosa
Sulle bottiglie in commercio compare la scritta (spesso poco visibile) "contiene solfiti": che cosa significa? Significa che nel vino è presente anidride solforosa, un additivo molto usato nelle tecniche di produzione, per impedire alterazioni microbiche. Quando è troppa però nuoce alla qualità del vino (odore sgradevole e irritante) e può causare nausea, mal di testa, problemi digestivi. E allergie. I limiti di legge in questo caso sono un po' di manica larga: nelle prove noi siamo stati più severi. Vi spieghiamo perché: con soglie così alte sono sufficienti 2 bicchieri per superare in un adulto (di 70 chili) la dose giornaliera accettabile. Non solo. In tutti i nostri test sul vino i tenori di solforosa riscontrati in laboratorio sono sempre più bassi dei limiti ufficiali. Questo significa che è possibile produrre ottimi vini con quantitativi che si trovano ben al di sotto dei limiti ufficiali.


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