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Informazioni nutrizionali la Commissione Ue tutela lindustria

17 marzo 2009

17 marzo 2009

La Commissione europea sta definendo i criteri da utilizzare per classificare gli alimenti e stabilire se possono vantare, nelle informazioni che compaiono in etichetta, determinate caratteristiche salutistiche.

Peccato che la Commissione si stia muovendo nella direzione di salvaguardare gli interessi dell'industria, non dei consumatori. Potrà per esempio capitare di trovare indicazioni del tipo "fa bene al cuore", "ricco di calcio" su prodotti che hanno altri problemi, per esempio perché troppo ricchi di grassi, zucchero o sale.

Informazioni in etichetta
Era entrato in vigore a luglio 2007 è il regolamento europeo 1924/2006 sulle informazioni salutistiche che accompagnano i prodotti alimentari. Lo scopo, in teoria, è di assicurare ai consumatori informazioni più chiare e corrette in etichetta, sempre supportate da chiare evidenze scientifiche.

Altroconsumo, che attraverso il Beuc ha seguito tutto l'iter legislativo, ha sempre visto questo Regolamento come un buon punto di partenza, evidenziando però delle lacune.

I consumatori denunciano
Peccato che la definizione dei profili nutrizionali per gli alimenti non stia andando nella direzione auspicata, quella di tutelare gli interessi dei consumatori. ossia la definizione da parte della Commissione europea dei criteri da utilizzare per classificare gli alimenti e stabilire così se possono vantare o meno un claim.

È proprio in questi giorni la fase finale di definizione dei profili: peccato che la Comissione si stia movendo non in direzione dell'interesse dei consumatori, ma piuttosto dell'industria.

Il Beuc (Bureau européen des unions des consommateurs), organizzazione europea che riunisce le associazioni di consumatori (presieduta da Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo) ha denunciato la situazione. Vedi comunicato qui sotto. Ci siamo subito rivolti al nostro ministero della Salute.


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