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Kebab: occhio all'igiene. L'inchiesta a Roma e Milano

17 febbraio 2015
kebab

17 febbraio 2015

Il panino etnico più famoso del globo si svela ai nostri ispettori. L’inchiesta su 20 kebab di Roma e Milano rivela che l’approssimazione è di casa, sia per quanto riguarda l’igiene, sia per quanto riguarda il tipo di carne presente nella farcitura.

Dal medioriente alle strade delle nostre città il passo è stato breve. Il kebab, tipico panino imbottito con carne, spezie, salse e insalata, è ora uno dei più diffusi fast food da passeggio. Piace per il gusto, per il prezzo e per la varietà delle proposte, ma è anche oggetto di non poca diffidenza. Cosa si nasconderà dietro ai numerosi strati di carne che sfrigolano sull’enorme girarrosto? Siamo andati a verificarlo da 20 piccoli esercenti di Roma e Milano. E le sorprese non sono mancate.

Si bara sul tipo di carne

Molti barano sul tipo di carne utilizzato, scambiando vitello con pollo o tacchino e non fornendo chiare informazioni al consumatore. Otto volte su venti non c’era corrispondenza tra ciò che il laboratorio ha trovato e ciò che ci è stato detto in negozio. In particolare, è sempre stata sopravvalutata la presenza della carne di vitello: anche quando l’abbiamo trovata era in quantità davvero irrisoria. La maggior parte dei kebab, infatti, erano composti da un misto di carne di pollo e tacchino o solo da uno dei due volatili. Per fortuna non abbiamo mai trovato né carne di maiale (vietata ai musulmani), né carne di cavallo.

 

Un’igiene da mal di pancia

Ma il vero punto debole dei kebab esaminati ha riguardato l’igiene e la presenza molto frequente di cariche batteriche elevate ad altissimo rischio di mal di pancia. Sedici panini su venti sono stati bocciati sull’igiene: pur non avendo riscontrato problemi gravi, la “fauna” invisibile che popolava questi alimenti era davvero eccessiva. Il motivo? Probabilmente la scarsa pulizia della verdura di accompagnamento (generalmente verdura cruda, come insalata, pomodori e cipolla), ma anche salse mal conservate o una cottura non ottimale della carne (magari lasciata raffreddare sullo spiedo a temperatura ambiente per ore…).


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