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L'Antitrust multa il cartello della pasta

26 febbraio 2009

26 febbraio 2009

La scure dell'Antitrust è calata sui produttori di pasta, costretti ora pagare una multa che complessivamente ammonta a 12,5 milioni di euro.

L'accusa è quella di aver deliberatamente creato un "cartello" per concordare gli aumenti del prezzo di vendita di uno degli elementi base della nostra tavola. Oltre all'industria, è stata condannata anche l'Unipi, l'associazione più rappresentativa del settore. Le conclusioni dell'Authority rispondono a ciò che Altroconsumo aveva denunciato nei mesi scorsi: l'omogeneità degli aumenti dei prezzi di vendita della pasta era, a dir poco, sospetta. Proprio all'Antitrust avevamo inviato i risultati della nostra indagine sull'andamento di quel mercato: a fine 2008 il prezzo del grano era sceso del 38% rispetto a inizio anno, mentre quello della pasta era salito in media del 23%. L'uniformità generale del costo di penne e spaghetti nei diversi punti vendita cancellava di fatto la concorrenza, a danno del portafoglio delle famiglie.

La multa dell'Authority colpisce 26 produttori, che rappresentano il 90% del mercato nostrano. Queste le imprese punite: Amato, Barilla, Colussi, De Cecco, Divella, Garofano, Nestlé, Rummo, Zara, Berruto, Del verde, Granoro, Riscossa, Tandoi, Cellino, Chirico, De Matteis, Di Martino, Fabianelli, Ferrara, Liguori, Mennucci, Russo, La Molisana, Tamma, Valdigrano.


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