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Latte crudo, troppi rischi anche per l'Efsa

18 maggio 2015

18 maggio 2015

Il latte appena munto, detto anche "latte crudo", viene venduto generalmente attraverso distributori automatici refrigerati in alcune fattorie. Ma è rischioso come conferma l'Autorità europea per la sicurezza alimentare e il ricovero in ospedale di un bimbo dopo averlo consumato.

Il latte crudo è il latte appena munto, al suo stato naturale e non pastorizzato, ma è rischioso perché la carica batterica non viene risanata. E' pericoloso soprattutto per neonati, bambini, donne incinte, anziani e persone immunodepresse, come lo dimostra lo spiacevole episodio delle ultime ore: un bimbo di 18 mesi è ricoverato in ospedale per una grave tossinfezione, contratta dopo aver mangiato latte non pastorizzato.

Meglio evitarlo, ma prima va bollito

Generalmente viene venduto nelle fattorie o nei distributori di latte alla spina. Piace perché è considerato più genuino e naturale, visto che non subisce alcun trattamento termico. Per questo, anche se non è vietata la vendita, prima di consumarlo è meglio bollirlo.

Il parere dell'Efsa 

A mettere l'accento sui rischi del consumo di latte crudo c'è ora il parere dell'Efsa, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, che ne sconsiglia vivamente il consumo. Oltre ai rischi per la salute pubblica associati al latte crudo nell’Unione Europea, gli esperti giungono alla conclusione che il latte crudo può essere una fonte di batteri nocivi, principalmente Campylobacter, Salmonella, ed Escherichia coli. Secondo l'Efsa, dunque, bere il latte così com'è, per quanto bucolico, è troppo pericoloso.



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