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Latte per la crescita? No grazie, è meglio quello di mucca

28 agosto 2017
latte per la crescita

28 agosto 2017

Il latte per la crescita non solo è inutile per i bimbi, non solo contiene zuccheri aggiunti e aromi: può anche essere pericoloso. Nei prodotti che abbiamo testato, infatti, sono stati trovati dei contaminanti potenzialmente cancerogeni. Un serio motivo per preferire quello di mucca.

Il latte di crescita (così viene definito dai produttori), destinato ai bimbi 1-3 anni, viene percepito come la scelta migliore perché è arricchito di sostanze nutrienti (ferro, vitamine e sali minerali) utili per il loro sviluppo. Peccato non sia così: al di là del nome che è considerato scorretto anche dall'EFSA perché è fuorviante, è inutile, troppo zuccherato, costoso (circa 0.80 euro in più al litro rispetto al latte normale) e in alcuni casi può essere pericoloso. Nei prodotti che abbiamo testato, infatti, ci sono contaminanti potenzialmente cancerogeni. Vediamo insieme di cosa si tratta.

Latte vaccino e dieta equilibrata sono sufficienti

Il latte di crescita non è necessario per offrire ai bimbi un'alimentazione sana e completa: latte vaccino e una dieta equilibrata sono sufficienti (a meno che non ci siano esigenze particolari). La scelta migliore infatti, dopo l’anno di età, è usare il latte fresco pastorizzato, quello che si beve in famiglia. Non c'è ragione né di diluire il latte con acqua, né di usare quello scremato: anzi, i grassi del latte sono essenziali per lo sviluppo del bambino. Quello che manca al latte vaccino e fondamentale per la crescita, sono alcuni elementi, facilmente reperibili in altre fonti: 

  • l'acido grasso DHA: fai mangiare al tuo bimbo 2/3 porzioni alla settimana di pesce di varietà differente
  • il ferro: lo integri con carne magra, pesce, uova, consumando frutta e verdura ricca di vitamina C insieme a fagioli, lenticchie e cereali per aumentarne l'assorbimento; 
  • la vitamina D: è presente principalmente nel pesce grasso e nel tuorlo dell'uovo;
  • lo iodio: oltre ad essere spesso aggiunto nel sale da cucina, si trova nel pesce di mare.

Perché non servono 

L'apparato digerente di un bambino di un anno è pronto a mangiare in un modo simile agli adulti, per questo possono consumare tranquillamente il latte vaccino se quello maternonon è più disponibile. E questo è solo uno dei motivi per cui i latti di crescita non servono. è vero che contengono elementi utili che nel latte normale o non sono presenti oppure lo sono in piccole quantità, ma sono molto cari e contengono degli ingredienti sconsigliati perché hanno un impatto sullo sviluppo del gusto del bambino (zuccheri e aromi). Inoltre l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), come altre istituzioni autorevoli, non li ritiene indispensabili e non individua per loro alcun ruolo specifico nella dieta dei bambini di 1-3 anni. A queste considerazioni, già di per sé valide per non consigliarli, si sommano le preoccupazioni sul loro consumo che potrebbe rivelarsi pericoloso a causa della presenza di contaminanti indesiderabili.

Zucchero, aromi e contaminanti

Le nostre analisi fatte su 12 marche hanno infatti svelato che molti latti di crescita contengono contaminanti pericolosi, che possono rappresentare un rischio per la salute ti tutti, ma soprattutto dei più piccoli. Che cosa ci fanno in questi prodotti? Per capirlo guardiamo la lista degli ingredienti: il latte vaccino è solo uno degli ingredienti. Il resto della formulazione è fatta da altro: zucchero, aromi, maltodestrine, emulsionanti e oli vegetali. Ecco il punto: negli oli vegetali raffinati (in particolar modo nell'olio di palma, ma non solo) sono presenti alcune sostanze a base di glicerolo e glicidolo, che possono rappresentare un rischio per la salute. Queste sostanze sono conosciute come 3 MCPD (3 monocloropropandiolo) e GE (glicidil esteri): i primi sono considerati potenzialmente cancerogeni e tossici per i reni; i secondi sono accusati di essere genotossici e, con più probabilità dei primi, cancerogeni. Secondo le nostre analisi, ad eccezione di due prodotti (Plasmon Nutrimune e Aptamil), tutti i latti contengono GE. Come se non bastasse, 11 campioni su 12 (è escluso Granarolo Latte di Crescita pastorizzato), contengono 3 MCPD.

I prodotti da evitare 

Abbiamo ipotizzato tre scenari, valutando l'esposizione a queste sostanze di tre bambini, di uno, due e tre anni, considerando i pesi corporei medi per queste fasce d'età e ipotizzando la somministrazione di latte pari a un biberon (circa 250 ml) e due biberon (circa 500 ml). Per quanto riguarda l'assunzione di 3 MCPD ci siamo basati sul limite di sicurezza indicato dalla EFSA (0,8 microgrammi per chilo di peso corporeo). Risultato: in due latti (Sterilpharma e Nipiol) si supera la dose giornaliera massima tollerabile per i bambini di uno e due anni che consumano 500 ml di prodotto; nel caso di Sterilpharma si supera la dose anche nel caso di un bambino di tre anni. Le brutte notizie continuano anche valutando i GE (essendo genotossici e cancerogeni non c'è una dose tollerabile; non ci dovrebbero proprio essere): queste sostanze sono presenti in tutti i prodotti, ad esclusione di Aptamil e Plasmon Nutrimune 3. Nel nostro test sui latti destinati ai neonati 0-6 mesi li avevamo trovati solo in due prodotti su 13: sembra, dunque, che i produttori abbiano curato maggiormente la composizione del latte per i più piccoli, rispetto a quelle di altri alimenti destinati all'infanzia, come appunto i latti 1-3 anni.

 


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