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Mangiare bio non fa la differenza

07 settembre 2012

07 settembre 2012

Le conclusioni di uno studio che ha analizzato 240 ricerche sugli alimenti biologici parlano chiaro: non hanno nessun vantaggio nutrizionale né sono più sani.

Saranno forse più in sintonia con la natura, ma i prodotti alimentari coltivati con criteri biologici non sono migliori di quelli tradizionali dal punto di vista nutritivo, né presentano vantaggi sul piano della salute. A dirlo è una ricerca dell'università americana di Stanford che mina alla base il mito della coltivazione biologica. E non si tratta di conclusioni di poco peso, ma del risultato di un’analisi condotta su ben 240 studi pubblicati negli ultimi anni su questo tema, che ha messo insieme sia i dati di letteratura sulla presenza di vitamine e altri nutrienti, pesticidi e contaminanti negli alimenti (frutta, verdura, latte, carne…), sia i dati sull’impatto del consumo di cibo biologico nell’organismo umano. Nessuna vitamina in più, né maggiori concentrazioni di proteine, si legge nel rapporto pubblicato sulla rivista Annals of Internal Medicine.

Meno contaminati, ma poi nessuna differenza per noi
Laddove i prodotti biologici risultano superiori è invece nel rischio ridotto di contaminazione con i pesticidi (- 30%) e nel fatto che i microbi trovati in polli e maiali bio risentono meno della resistenza agli antibiotici (una delle regole della coltivazione organica è proprio nel ridurre al minimo l’utilizzo di questa categoria di farmaci). Le rare analisi applicate direttamente alla salute delle persone abituate a consumare cibi biologici, tuttavia, non hanno mostrato alcuna riduzione di allergie, né di infezioni batteriche. Inoltre, il rischio di eccedere la quantità di pesticidi considerata pericolosa per l’uomo consumando alimenti convenzionali resta comunque sempre molto basso.

Scegliere bio significa solo un minore impatto ambientale
I prodotti biologici, vegetali e animali, sono ottenuti con metodi di coltivazione e allevamento ben precisi. Si differenziano da quelli convenzionali per il fatto di ridurre al minimo l’uso di sostanze chimiche, dai concimi, ai pesticidi, passando per i farmaci. Questo non significa, però, che i prodotti convenzionali siano avvelenati o meno sicuri: la legge vieta infatti la presenza di sostanze pericolose per la salute in tutti i prodotti in commercio, siano essi biologici o convenzionali. La bioagricoltura, soprattutto, è meno intensiva e più rispettosa dell’ambiente ed è l’unica ad avere regole precise stabilite dalla legge. La normativa prevede, tra le altre cose, una rete di controlli sull’operato delle aziende che optano per il bio. In sintesi possiamo dire che i principali obiettivi dell’agricoltura biologica sono la salvaguardia dell’ambiente e il rispetto degli animali.

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