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Olio Isio 4 inutilmente caro e nientaffatto ideale

04 agosto 2010

04 agosto 2010

Pubblicizzati come un toccasana per il nostro organismo, gli oli Isio 4 sono nella pratica due miscele di oli di semi: costano ben 3,45 euro al litro, fino al 164% in più degli oli di cui sono costituiti. E comunque non contengono gli acidi grassi più preziosi, quelli del pesce.

Motivazioni salutiste
Il salutismo impera: e l’industria alimentare continuamente ne approfitta per promuovere prodotti che promettono effetti miracolosi sulla nostra salute. Uno degli ultimi esempi è un olio proposto addirittura per la salute del cuore, con tanto di immagine del prezioso muscolo che strizza l’occhio: l’olio Isio 4.

Cosa dice la pubblicità degli oli Isio 4
Secondo la pubblicità, Isio 4 apporta al nostro organismo sostanze che il corpo da solo non produce: vitamina E e due famiglie di acidi grassi essenziali, gli omega 3, che contribuiscono al funzionamento del sistema cardiovascolare, e gli omega 6, che aiutano a mantenere il colesterolo “cattivo” in una proporzione ideale. Inoltre, vitamina D, che contribuisce al capitale osseo. “Da usare a freddo o per cucinare”.

Perché sono così cari?
Quello che è vero è che questi oli sono costituiti da una miscela di oli di semi (colza, girasole, vinacciolo), cui nel tipo saporito è aggiunto l’olio extravergine di oliva; è vero che sono ricchi di acidi grassi polinsaturi, come gli oli di semi di cui sono costituiti. Ed è vero che nella nostra dieta è bene preferire i grassi monoinsaturi e polinsaturi ai grassi saturi (cioè quelli solidi a temperatura ambiente, presenti nei cibi di origine animale, nel grasso di palma e di cocco).
Niente da dire, dunque, sulla qualità nutrizionale: ma perché farli pagare così tanto in più dei singoli oli di cui sono costituiti? La versione saporita costa il 64% in più della somma dei suoi componenti, quella ai soli semi ben il 164% in più.

Omega 3: non sono i migliori
È vero inoltre che questi oli contengono omega 6 e omega 3 nelle proporzioni ideali. Ma ilproblema degli omega 3 non è così risolto. Non si tratta infatti degli stessi omega 3 di cui è ricco il pesce, di cui pure abbiamo bisogno. Alcuni acidi grassi essenziali sono presenti solo nel pesce, per questo i nutrizionisti non si stancano di consigliarci di aumentarne il consumo, in particolare di pesce azzurro, che ne è ricchissimo.

Non sono oli adatti alla cottura
Infine, il suggerimento di usare questi oli anche per cucinare è sbagliato: proprio perché polinsaturi, non reggono bene alle alte temperature, ma possono alterarsi facilmente dando luogo alla formazione di sostanze potenzialmente dannose. Per cucinare, in particolare per friggere, è preferibile utilizzare l’olio di oliva o di arachide.
Per chiudere, da ricordare che è vero che gli oli monoinsaturi (oliva) e polinsaturi (semi) sono preferibili. Ma non in aggiunta, bensì in sostituzione dei grassi saturi (burro, lardo). La quantità considerata ideale dai nutrizionisti è massimo di tre cucchiai di olio al giorno.
Il nostro consiglio è di variare, se lo desiderate, l’uso di olii, alternando oli di semi all’olio di oliva per l’uso a crudo: e soprattutto di mangiare tante sarde, sgombri e acciughe.

 


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