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Biologico, c'è chi dice no. La nostra inchiesta

11 settembre 2015
prodotti bio

11 settembre 2015

Un fatturato da record, un mercato che è cresciuto anche in anni in cui si registravano solo continue contrazioni dei consumi: stiamo parlando del biologico, che agli italiani, ma non solo a loro, fa battere cuore e portafoglio. Ma frutta e verdura biologiche non sono più ricche di nutrienti nè più salutari. Ecco le prove.

La nostra replica

Dagli insulti alle osservazioni scientifiche, dai commenti pacati a quelli piccati, fino alle accuse di produttori e negozianti. Il florilegio di contestazioni rappresenta bene la varietà di reazioni che la nostra inchiesta sul bio ha suscitato.

Confermiamo parola per parola

Non ci aspettavamo nulla di diverso, visti i risultati dell’inchiesta e il contenuto dell’articolo, che confermiamo parola per parola. A partire dal titolo Non crediamo in bio, scelto tra tanti perché meglio risponde all’atteggiamento di quanti abbracciano il bio come fosse un credo, una religione. Del resto la missione che Altroconsumo si è data non è di credere (che significa avere fiducia), ma di dubitare, verificare e testare, in modo oggettivo e indipendente. Facciamo giornalismo di servizio, non d’opinione. Quanto raccontato nel pezzo non è frutto di nostre considerazioni sul bio, i cui numerosi vantaggi – troppi per essere qui nuovamente ricordati – sono stati elencati in apertura di articolo e mai negati, né tantomeno denigrati. Chi compra bio per questi nobili motivi non desisterà di certo dopo aver letto il nostro servizio. 

Maggior apporto nutritivo? Non è così

Altri sono invece gli scenari che aprono i risultati di laboratorio su cento campioni di ortofrutta bio e non bio, su cui insiste l’impianto dell’articolo. Si tratta di dati che smentiscono chi sostiene che i prodotti biologici offrono un maggior apporto nutritivo di quelli non bio. Sono dati seri e oggettivi. Così come sono seri, e finora non smentiti, gli studi scientifici che hanno dimostrato come mangiare bio, allo stato dei fatti, non offra un vantaggio per la salute. Su quanti giornali avete letto queste notizie? Quanto ai residui di pesticidi, abbiamo evidenziato che le concentrazioni riscontrate dal laboratorio nell’ortofrutta convenzionale sono minori di quanto si pensi: da 10 a 100 volte sotto i limiti di legge. Anche questa è una notizia. Aprire gli occhi a chi compra bio per motivi salutistici, affrontando una maggiore spesa (per molti è un sacrificio), non solo è importante, diventa doveroso per un’organizzazione a tutela dei consumatori

Nessuna propaganda ai prodotti tradizionali

Affermare che abbiamo fatto propaganda ai prodotti tradizionali è falso. Sfidiamo chiunque a trovare nell’articolo una sola riga in cui si affermi o soltanto si alluda alla supremazia di frutta e verdura convenzionali in termini di qualità e rispetto per l’ambiente. È semplicemente scorretto interpretare come uno spot a favore dei prodotti tradizionali i consigli di variare il consumo di frutta e verdura e di essere accurati nel lavaggio, per assumere meno pesticidi.


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La nostra replica

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