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Prosciutto di Parma, il sale non è poco. Spot segnalato al garante

17 giugno 2013
prosciutto di parma

17 giugno 2013

“Per fortuna c’è prosciutto di Parma, poco sale, niente conservanti”. Uno slogan nutrizionale non corretto. L’Europa definisce chiaramente quando un prodotto può dirsi a basso contenuto di sale. E non è il caso del prosciutto di Parma. Lo conferma anche il nostro ultimo test. Abbiamo segnalato la pubblicità all’Antitrust.

“Per fortuna c’è prosciutto di Parma, poco sale, niente conservanti… difende la qualità della vita, almeno a tavola”.  È questo il messaggio della pubblicità del prosciutto di Parma. Uno slogan nutrizionale, “poco sale”, che però in questo caso non può essere utilizzato. Il sale contenuto nel prodotto, infatti, è al di sopra dei valori indicati dall’Unione europea per gli alimenti che possono essere definiti a basso contenuto di sale.

In Italia consumiamo mediamente 10-11 grammi di sale al giorno. Decisamente troppi. Il suo consumo infatti è direttamente legato alla nostra salute: aumenta il rischio di malattie cardiovascolari come l'ictus. È bene quindi sapere quanto ne assumiamo ogni giorno.
Scopri quanto sale consumi.

Il sale c'è

La legislazione europea parla chiaro: l’indicazione sul basso contenuto di sale di un alimento è consentita solo se il prodotto contiene meno di 0,12 grammi di sodio (che corrispondono a 0,3 grammi di sale) per 100 grammi o 100 millilitri. Il contenuto di sodio/sale nel prosciutto di Parma, invece, è ben al di sopra di tale valore. Come si può leggere sul sito internet dell'azienda, il sale è pari al 4,4% nel prosciutto e al 5,1% in quello sgrassato. Percentuali confermate anche dal nostro ultimo test sul prosciutto di Parma. Un contenuto di sale pari a 4,4 grammi su 100 di prodotto è quindi incompatibile con l’affermazione “poco sale” riportata nella pubblicità. Per questi motivi abbiamo inviato la segnalazione all’Autorità garante della concorrenza e del mercato.


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