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Tagliatelle alluovo

01 aprile 2009

01 aprile 2009

Le tagliatelle, oltre a essere le protagoniste della buona tavola, fanno girare il mercato nazionale della pasta all'uovo.
Basta pensare che è il formato più famoso, anche se non raggiunge i consumi del primo piatto più popolare: in media mangiamo 22 chili di pasta di grano duro a testa all'anno, contro un chilo di pasta all'uovo. Questo dato di consumo include anche le paste fresche all'uovo, quelle vendute nel bancone frigo del supermercato, che sono sempre più apprezzate perché ricordano la pasta fatta in casa a mano dalla nonna.

La forchetta del risparmio
Risparmiare, si può. In un periodo particolarmente difficile per le famiglie italiane ci piace poter offrire ai nostri lettori la facoltà di scegliere un prodotto poco costoso, senza dover rinunciare alla qualità.

I prodotti più costosi dell'intero test sono prodotti di marca; quelli più economici sono due prodotti discount in testa alla classifica e risultati Miglior Acquisto per le rispettive categorie (fresche e secche). Come dire: questa volta palato e portafoglio vanno d'accordo.

Via i dubbi: le uova ci sono
Le carte sono in regola: le tagliatelle all'uovo del test non solo hanno superato la degustazione a testa alta, ma - in media - sono uscite bene anche dalle prove di laboratorio.

A chi per esempio si è sempre domandato se la pasta all'uovo contiene uova a sufficienza, ora possiamo rispondere di sì. La prova del dosaggio ha rivelato che tutti i campioni ne hanno abbastanza (almeno 4 intere per ogni chilo di semola), con qualche esempio di eccellenza.

Niente coloranti nelle tagliatelle
Il nostro test scioglie anche un altro dubbio. Vi sarà capitato di sentir parlare di coloranti aggiunti al cibo, per sopperire alla mancanza o alla scarsità di qualche ingrediente essenziale: solitamente la frode sta nel togliere quello che costa di più e rimpiazzarlo con qualcosa di economico e - quasi sempre - illegale. Nel caso delle tagliatelle, una delle frodi considerate e segnalate è l'uso di coloranti che esaltino il colore paglierino della pasta, laddove scarseggiano le uova. Le nostre analisi di laboratorio ci rassicurano: nei campioni non ci sono coloranti.

Il pelo nell'uovo
A voler guardare bene, però, un aspetto da migliorare c'è. A livello di igiene, non tutte le paste possono essere promosse: lo ha rilevato il Filth test, il cosiddetto "test della sporcizia". In alcuni campioni abbiamo riscontrato la presenza di fibre sintetiche; in altri peli di roditore. Va detto che trovare frammenti di insetti o di fibre nella farina è piuttosto normale (anzi in alcune legislazioni è addirittura dato per scontato). Quello che non va bene è trovare altro: i peli di roditore evidenziano una carenza nelle basilari regole di igiene.

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