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Xango e mangostano giudizio indipendente

01 ottobre 2010

01 ottobre 2010

Chi avrebbe mai creduto che parlare in modo obiettivo del frutto del mangostano avrebbe sollevato questo gran polverone. Ma le critiche vertono più sulla nostra identità che sui contenuti delle nostre osservazioni. Cerchiamo allora di chiarire alcuni aspetti.

Indipendenza economica e informazione libera
La nostra associazione è completamente indipendente. Lo testimonia il fatto che non ci siamo fermati dal criticare gli antivirali di potenti case farmaceutiche in tempo di influenza, né dal mettere in questione il modo in cui sono stati sviluppati i vaccini per la scorsa pandemia, solo per citare gli ultimi casi in tema di salute. Le nostre valutazioni sono libere da condizionamenti, perché ci finanziamo con le quote di iscrizioni dei nostri soci e non offriamo spazi pubblicitari, cosa che altri periodici e quotidiani non possono permettersi. Solo senza la preoccupazione di perdere gli investitori si è liberi di occuparsi di informazione, in modo indipendente. E non abbiamo paura di diventare impopolari per aver detto la verità.

Competenza tecnica
Gli studi vanno letti in modo critico, con la mediazione di buon senso e capacità tecniche. È quello che ripetiamo continuamente a chi ci critica linkando tonnellate di pagine web che riguardano studi scientifici, senza prendersi la briga di leggere cosa abbiamo scritto. Noi, gli studi, li leggiamo, perché prender atto della loro esistenza non è sufficiente.
Una delle interfacce utili per il lavoro di ricerca è Pubmed, uno strumento messo a punto dalla U.S. National Library of Medicine, che permette di “pescare” gli studi scientifici nel mare della letteratura biomedica in cui ogni settimana si riversano centinaia di studi scientifici, sia di pessima qualità che di ottima.
Pubmed non è una rivista scientifica, è un portale. Il fatto che si trovi uno studio in Pubmed non è in nessun modo un indice di qualità dello studio, come non lo è il fatto che sia stato pubblicato in una rivista.

Valutazione critica
I dati provenienti da studi in vitro o in vivo su modelli animali non possono essere in alcun modo trasferiti sull’uomo. Da tempo si è compreso che, in un organismo complesso come l’uomo, gli effetti benefici rilevati su linee cellulari o su cavie possono non manifestarsi.
Oggi non ci si accontenta più di questi dati. Ci vogliono studi clinici, cioè sull’uomo, che confrontino l’oggetto dello studio con un placebo o con un rimedio comprovato, e che vengano condotti secondo gli standard della buona pratica clinica.
Qui non si discute la bontà del frutto del mangostano. Effetti benefici sulla salute possono essere ottenuti anche da concentrati di frutta meno esotica di questa. E non sono di sicuro le storie di casi singoli a consegnare lo status di panacea ad un succo di frutta.
Qui si sostiene che finché non è provato da studi clinici di buona qualità, con risultati significativi, attendibili e ripetibili, nessuna sostanza può vantare un effetto terapeutico o benefico sulla salute dell’uomo. Se il succo di mangostano sarà in grado di dimostrare effetti sulle patologie serie e invalidanti, come quelle tirate in ballo dai siti correlati a Xango, state certi che saremo i primi a dirlo.

Effetti da dimostrare
I risultati della ricerca disponibili ad oggi non permettono in alcun modo di associare a Xango qualsiasi proprietà terapeutica o preventiva.
Questo perché i molti articoli disponibili descrivono per lo più studi in vitro su linee cellulari umane e animali, in cui viene misurata una determinata attività dell’estratto del frutto o dei singoli Xantoni di cui il frutto, nelle varie sue parti, è ricco. L’attività antiossidante, gli effetti sulla proliferazione di linee cellulari tumorali, l’attività antibatterica e antifunginica, così come gli effetti sui processi infiammatori mostrati in questi studi, hanno bisogno di essere valutati e verificati in modelli animali e infine nell’uomo. A oggi, invece, sono molto pochi gli studi in vivo su animali, mentre gli studi sull’uomo, di natura preliminare, si contano sulle dita di una mano o quasi, arruolano un numero irrisorio di pazienti (qualche decina) e valutano obiettivi clinicamente non significativi.
Insomma, serve ricerca clinica di qualità.

Nessuno si scandalizza per il costo
Molti si sono offesi perché abbiamo parlato di questo prodotto non con i toni entusiasti dei clienti soddisfatti, ma con distacco professionale e spirito critico. Nessuno, invece, si scandalizza per il prezzo di una bottiglia (fino a 36 €) o per il sistema di vendita. Entrambi discutibili.
L’acquisto di Xango è possibile dopo una registrazione online e l’iscrizione come incaricato o cliente preferito. Chi decide di comprare Xango deve pagare anche una quota per l’adesione e per un kit di entrata, e non diventa solo cliente ma anche venditore con livelli di guadagno calcolati sulla base di schemi complessi.
Ma perché mettere in piedi un sistema di vendita tanto articolato per un prodotto che a fronte dei tanti benefici vantati non sarebbe affatto difficile da vendere? 


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