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Miele: guida alla scelta

17 novembre 2017
miele guida all'acquisto

17 novembre 2017

Miele d’acacia, di castagno, millefiori. Come fare a orientarci tra prodotti apparentemente così diversi tra loro? Abbiamo pensato a una piccola guida per aiutarti nella scelta del miele: i tipi più comuni, la differenza tra quelli liquidi e quelli cristallizzati, l’origine e la conservazione.

Il miele è così saturo di zuccheri che tende a cristallizzare. Alcuni lo fanno ancora nel favo, altri restano liquidi per molto tempo. Nella maggior parte dei casi comunque il processo di cristallizzazione inizia una settimana dopo l’estrazione e procede più veloce passando dalla temperatura di fine estate (quando si raccoglie il miele) a quella dell’autunno e poi dell’inverno. Il miele può essere venduto sia liquido che cristallizzato. In alcuni casi quello cristallizzato viene riportato dai produttori allo stato liquido con un’operazione di fusione a 40-50 °C prima della vendita. Di per sé questo non sarebbe un problema: può accadere però che il trattamento termico lasci al miele un odore e un sapore di “cotto”.

Miele per tutti i gusti

Esistono mieli uniflorali (ottenuti da un’unica specie botanica) e multiflorali (prodotti da più specie). Colore e sapore variano molto. Ecco i più comuni.

  • Miele di acacia (uniflorale). Proviene dalla zona Prealpina e dalla Toscana. Resta liquido a lungo. Colore chiaro, sapore delicato.
  • Miele di castagno (uniflorale). Prodotto su arco alpino e Appennini. Liquido, cristallizza lentamente. Colore scuro, sapore amarognolo.
  • Miele millefiori (multiflorale). Uno dei più venduti. Ottenuto da più piante: colore, sapore e consistenza possono variare in base all’origine. I prodotti del test appartengono a questa variante.
  • Miele di agrumi (uniflorale). Prodotto al Sud. Cristallizza alcuni mesi dopo il raccolto. Colore molto chiaro, sapore intenso e fine.

Da dove viene?

L’origine geografica del prodotto è sempre obbligatoria. Se il miele non è stato confezionato in Italia, è però sufficiente segnalare che si tratta di miele originario o non originario dell’Unione europea. In Italia, invece, la normativa è più restrittiva: se il miele è stato confezionato sul nostro territorio, l’origine del prodotto va specificata con il nome del Pese d’origine.

Come conservarlo

Il miele andrebbe consumato preferibilmente entro 18-24 mesi. Deve essere conservato ben chiuso, in un luogo fresco e asciutto, lontano dalle fonti di luce e calore: è infatti molto sensibile alla luce e tende ad assorbire l’umidità dall’esterno, se non è conservato in modo adeguato.


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