Recensioni

Burger vegetali che sanno di carne alla prova del palato

Abbiamo provato il Rebel Whooper di Burger King e il Beyond Burger: burger vegetali, fatti di proteine di soia o piselli che, contrariamente alle polpette vegetariane o vegane che già conosciamo, provano a imitare gusto, aspetto e consistenza della carne. Ci riescono? Non completamente.

  • di
  • Simona Ovadia
09 gennaio 2020
  • di
  • Simona Ovadia
burger vegetali

Immagine a titolo d'esempio

Chi li ha formulati parla di una vera e propria rivoluzione gastronomica: un successo in tutto il mondo. Stiamo parlando dei surrogati, vegetariani o vegani che cercano di imitare le fattezze dei burger di carne. L’obiettivo è quello di conquistare gli onnivori e di convertirli, anche solo in parte, a scelte più sostenibili per l'ambiente e la salute, spingendoli a ridurre il consumo di carne vera. Perché si sa, chi è amante della bistecca e non è spinto da forti motivazioni di tipo etico, raramente apprezza le alternative vegetariane. 

Il confronto

Per capire se sono davvero così uguali come dicono di essere abbiamo organizzato una seduta di assaggio con undici consumatori per provare due prodotti: l'hamburger vegetariano utilizzato nel panino Rebel Whopper di Burger King (prodotto dall'azienda olandese The Vegetarian Butcher) e il vegano Beyond burger, che abbiamo assaggiato nel panino Carne Zero della catena di fast food gourmet Ham Holy Burger. Abbiamo assaggiato in completo anonimato insieme a burger di vera carne, e abbiamo verificato la composizione nutrizionale.  Entrambi sono stati valutati all'interno del panino che conteneva anche altri ingredienti: salse, pomodoro, cipolla, insalata... È stato però chiesto agli assaggiatori di focalizzarsi il più possibile sul gusto e sull'aspetto del burger.

Confronto burger vegetali

La  carne rimane imbattuta

In entrambi i casi il surrogato è stato riconosciuto dal gemello di carne. Le differenza sono state evidenti soprattutto nel caso del Rebel Whopper di BK: qualcuno ha detto di trovarlo "anemico". L'aspetto del Beyond Burger, invece, era molto somigliante. In generale, le caratteristiche meno apprezzate di questi surrogati sono state la consistenza - "un po' viscido" e  "molliccio" per Beyond Burger; "gommoso" e "stopposo"  per Rebel Whopper - e il gusto, soprattutto di Burger King, valutato "neutro", "con uno strano  retrogusto" e "meno saporito" del corrispettivo burger di carne.

Ingredienti così così

Il difetto più grave, tuttavia, riguarda il profilo nutrizionale di questi surrogati. Molti consumatori tendono a percepirli non soltanto come più sostenibili per l'ambiente ma anche come sani. Purtroppo questo non è del tutto vero. Si tratta infatti di prodotti molto processati, con un elenco di ingredienti piuttosto lungo.

Il burger di Burger King, per esempio, contiene molto sale (1,5 grammi, quando il consumo giornaliero consigliato di sale è di 5 grammi) e, anche se dal punto di vista calorico è più leggero di un corrispondente burger di carne, questa caratteristica nell'insieme del panino ha poco significato.

Il Beyond Burger, invece, per dare quella sensazione di succosità e grassezza tipica della carne, aggiunge molti grassi, come l'olio di cocco, ricco di acidi grassi saturi e l'olio di canola (derivato dalla raffinazione della colza).

Piacciono per la sostenibilità

Gusto a parte, questi burger sono apprezzati per la loro sostenibilità. I benefici ambientali dei prodotti a base di carne vegetale potrebbero essere significativi: uno studio di Beyond Meat e del Center for sustainable systems dell’Università del Michigan sostiene che un “Beyond Burger” genera il 90% in meno di emissioni di gas serra, richiede il 46% di energia in meno, ha un impatto del 99% inferiore sulle risorse idriche e usa il 93% in meno di terreno rispetto a un quantitativo equivalente di carne. Ne vale quindi la pena. Ogni tanto, però.