News

Il latte con le fibre

01 settembre 2011

01 settembre 2011

Fibresse: un latte a lunga conservazione cui vengono aggiunte fibre alimentari per agevolare la regolarità intestinale. Ma attenzione: le fibre possono essere di vario tipo e non sempre sono in grado di avere un’efficacia diretta contro la stitichezza. Inoltre la loro quantità non è tale da dare grandi benefici. Fa di più un frutto.

Sveliamo l’ambiguità
Le fibre non sono tutte uguali ma si distinguono in due grandi categorie cioè:
- le fibre solubili, come inulina, oligo-fruttosio, sostanze pectiche, gomme, mucillagini e le emicellulose, che a contatto con l’acqua diventano gelatinose. La loro funzione principale è quella di intervenire sul colesterolo del sangue, catturando, in qualche modo, le molecole di grasso, ma non intervengono, se non in minima parte sulle funzioni intestinali;
- le fibre insolubili, come cellulosa, lignina e alcune emicellulose, che hanno la capacità di assorbire l’acqua nell’intestino, dando viscosità alla massa e favorendo così l’eliminazione delle feci e la riduzione del tempo del transito intestinale.

Fibresse: poco efficace
Fibresse è arricchito con fibra alimentare solubile (frutto-oligosaccaridi), quindi non ha un’azione lassativa diretta, come per esempio la fibra dei cereali integrali, ma favorisce la flora batterica nell’intestino che, a sua volta, aiuta a regolarne le sue funzioni. Inoltre, ne contiene poca: 1,2 grammi in 100 ml, cioè 2,4 grammi se si considera un bicchiere da 200 ml, meno di quella presente in una mela (3 grammi circa).

E l’Efsa boccia il claim
Nell’ottobre del 2010 l’Efsa, nell’ambito del lavoro di autorizzazione dei claim salutistici, si è espressa sulla fibra alimentare concludendo che “non è sufficientemente caratterizzata in relazione agli effetti vantati presi in considerazione” (cioè: senso di sazietà, controllo del peso, regolarità intestinale).Quindi, al momento, il claim riportato su Fibresse “un aiuto per la regolarità intestinale” non ha ricevuto l’approvazione dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare.

Di quanta fibra abbiamo bisogno?
Fatte queste precisazioni, ribadiamo l’importanza delle fibre nella nostra alimentazione. Anche un recente studio suggerisce che chi ha una dieta ricca di fibre ha un rischio di morte per cancro, malattie cardiovascolari, respiratorie e infettive inferiore rispetto a chi ne consuma poche.
25-30 grammi è considerato un apporto quotidiano adeguato. Per soddisfarlo non è necessario ricorrere a integratori, ma è sufficiente una dieta ricca di frutta, verdura e cereali, meglio se integrali.


Stampa Invia