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Resistenza agli antibiotici: tutto quello che devi sapere

16 novembre 2017
Antibiotici nella carne

16 novembre 2017
La resistenza agli antibiotici dei batteri è un fenomeno che sta aumentando e che comporta 25.000 morti all'anno. È una delle conseguenze dovute all'abuso di questi farmaci, non solo nella cura delle persone ma anche degli animali. Vediamo quali sono i rischi e quali precauzioni si possono adottare per limitare i danni.

La settimana mondiale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sull’uso corretto degli antibiotici riaccende i riflettori sull’antibioticoresistenza, un problema di salute pubblica mondiale. Perché il rischio – quando i batteri sviluppano resistenza – è che a catena la loro “potenza” si trasferisca ad altri batteri, anche pericolosi, e che alla fine gli antibiotici perdano sempre più efficacia contro le infezioni.

Le infezioni causate da batteri resistenti agli antibiotici sono la causa di 25.000 morti l’anno nell’Unione Europea, un problema che non deriva soltanto dai medicinali che assumiamo, ma anche da quelli somministrati negli allevamenti. L’Italia infatti è al terzo posto nell’Unione Europea per l’uso di antibiotici negli allevamenti: il 71% degli antibiotici venduti nel nostro Paese sono destinati agli animali.

Che cos'è l'antibioticoresistenza?

Normalmente, dopo l’assunzione, un antibiotico entra nei batteri uccidendoli o bloccandone la riproduzione. Alcuni batteri, quando esposti in modo eccessivo e scorretto agli antibiotici, sviluppano meccanismi di resistenza (attraverso la produzione di enzimi degradanti, sistemi di estrusione, variazione della permeabilità, mutazione dei target degli antibiotici) grado di inattivare o rendere inutili questi medicinali: i microrganismi sono così in grado di riprodursi e trasferire la loro potenza a batteri anche più pericolosi per l’uomo. Il rischio finale è che questa resistenza si diffonda sempre di più, che gli antibiotici, farmaci essenziali anche contro malattie serie, non siano più efficaci, che anche una modesta infezione possa diventare difficile da curare e che, ad esempio, chi deve fare un intervento chirurgico o una chemioterapia antitumorale non possa più difendersi da probabili infezioni con una terapia efficace.

Quali sono le cause?

Tre sono le principali cause del diffondersi dell'antibioticoresistenza.

  • Una è l'uso eccessivo e sbagliato degli antibiotici da parte delle persone: gli italiani sono al quinto posto in Europa per uso di questi farmaci.
  • Poi ci sono gli ospedali, una riserva di microrganismi facilmente trasmissibili, anche resistenti.
  • Ma l'altra grande causa è la presenza di superbatteri che finiscono nel nostro piatto a causa dell'abuso di antibiotici negli allevamenti: un uso sempre più massiccio, dovuto alla diffusione degli affollati capannoni industriali, in cui è più facile che gli animali si ammalino. E per mantenerli in vita e non perdere in produttività non si lesina con i medicinali.
Dagli animali agli uomini: come si diffondono i batteri resistenti

Negli allevamenti, spesso gli antibiotici si danno non solo agli animali malati ma anche a quelli sani, in modo da prevenire contagi e non perdere in produttività. Più antibiotici si usano, però, e più batteri sviluppano un meccanismo che permette loro di resistere a questi farmaci.

I batteri resistenti vanno così a finire non solo nella carne che arriva alle nostre tavole ma, attraverso gli escrementi degli animali, anche nel terreno e quindi nei concimi e nell'acqua per irrigare frutta e verdura che, di nuovo, arrivano nel nostro piatto. I batteri resistenti possono anche infettare gli allevatori che lavorano a contatto con gli animali. E, così, loro volta i lavoratori possono trasferirli ad altre persone. 

Cosa puoi fare tu: quali precauzioni prendere

Perché gli antibiotici continuino a proteggerci dagli agenti pericolosi e dalle conseguenti malattie è necessario prendere alcune precauzioni.

In cucina

  • Lava bene le mani, prima e dopo aver maneggiato il cibo.
  • L’unico modo efficace per uccidere i microrganismi consiste nel cuocere bene la carne: è importante che al centro raggiunga una temperatura di almeno 70 °C.
  • Lava posate, stoviglie e superfici che sono state a contatto con la carne cruda.
  • Non mettere mai la carne cotta nello stesso piatto in cui l’avevi appoggiata da cruda.
  • Separa in frigo gli alimenti crudi da quelli cotti.

Uso degli antibiotici

  • Solo il medico può decidere se prescrivere un antibiotico: evita di fare pressioni perché te lo prescriva e non affidarti al fai-da-te. Se lo hai in casa non pensare di poterlo prendere come fai con i farmaci da automedicazione. Ricorda che influenza, raffreddore, tosse e mal di gola hanno nella quasi totalità dei casi un'origine virale, mentre gli antibiotici sono utili solo in caso di infezioni batteriche. Prenderli in un'infezione virale non favorisce la guarigione, né evita che la malattia peggiori.
  • Se prescritto, assumi l’antibiotico per il periodo indicato e con regolarità, cioè agli orari prestabiliti.
  • Se hai dimenticato di prendere l'antibiotico, segui prima di tutto questa regola: mai assumere dose doppia. Se hai dimenticato di prendere una dose ormai da molto tempo, prendi la dose successiva all'orario prestabilito. Se l'hai dimenticata da poco, una o due ore, assumi la dose, ma poi mantieni questo nuovo orario, rispettando l'intervallo di tempo tra una dose e l'altra (cioè le 8, 12 o 24 ore), che il medico ti ha di sicuro indicato sulla prescrizione.
  • Se la cura antibiotica viene interrotta troppo presto, magari alla scomparsa dei sintomi, potrebbero essere stati eliminati solo i batteri meno resistenti. Non farlo.
Cosa fa Altroconsumo

Altronconsumo da sempre promuove l’uso corretto dei famaci, tanto in medicina umana che in veterinaria. La difficile correlazione tra antibioticoresistenza e sicurezza alimentare, viene affrontata su più fronti:

  • Con le nostre inchieste e analisi sul campo. Nell’ultima inchiesta, pubblicata a settembre 2016, il 63% dei campioni di petto di pollo, contiene batteri Escherichia coli resistenti agli antibiotici. In 40 campioni di carne acquistati a Milano e Roma in supermercati, mercati e macellerie, abbiamo cercato Escherichia coli portatori di tre specifici meccanismi di resistenza e li abbiamo trovati in 25 petti di pollo.
  • Con la campagna “Basta antibiotici nel piatto”. Alla nostra battaglia per un uso corretto di medicinali da parte di allevatori e produttori di carne hanno partecipato oltre 6 mila consumatori, che hanno firmato il nostro appello inviando una mail con le nostre richieste a allevatori e distributori. Le nostre richieste:

- Assumersi l’impegno di mettere in atto tutti gli strumenti di prevenzione utili a ridurre la necessità di ricorrere all’antibiotico, attraverso il rispetto delle norme di biosicurezza negli allevamenti, il miglioramento delle condizioni di vita degli animali, il costante aggiornamento di tutti gli operatori addetti, l’implementazione di opportune vaccinazioni degli animali.

- Fare un uso corretto del farmaco, ovvero: sospensione della profilassi generalizzata con antibiotici su animali sani, limitazione dell’impiego di antibiotici critici per la terapia umana ai soli casi di infezione resistente a tutte le altre classi di antibiotici registrate per l’uso veterinario, uso di antibiotici mirati, a spettro ristretto, individuati con antibiogramma. 

  • Attraverso un dialogo aperto con alcuni produttori, distributori e con Unaitalia, associazione di categoria delle filiere delle carni (soprattutto avicunicola) e delle uova, per sensibilizzarli e portare avanti le nostre richieste.
  • Attraverso una richiesta di dialogo con le istituzioni. Altroconsumo, insieme ad altre associazioni, ha chiesto al ministro della Salute Beatrice Lorenzin un confronto sugli impegni del governo su questo fronte, in particolare sui contenuti della bozza del Piano nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico Resistenza. 
  • Attraverso la collaborazione con realtà internazionali come il Beuc, organizzazione che riunisce le associazioni di consumatori europee.

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