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Additivi tossici: la bufala che spaventa il web

07 luglio 2014
additivi

07 luglio 2014

Un lungo elenco di prodotti e di additivi tossici additati di avere effetti cancerogeni è tornato a circolare sul web a distanza di anni. Si tratta dell'ennesima bufala che cerca di allarmare i consumatori facendo leva sulle loro paure. Ti spieghiamo perché è del tutto infondata.

Sarà capitato a tanti di vedere sulla propria bacheca di Facebook o di Twitter un presunto documento allarmistico distribuito dal centro antitumori di Aviano (PN). Un fitto elenco che punta il dito su diversi alimenti di largo consumo contenenti additivi tossici: dalle merendine alle bibite, passando per caramelle e sciroppi. Ma non solo: a corredare la lista dei prodotti incriminati, c'è anche l'elenco degli additivi tossici. L'immagine di questo improbabile documento è tornata a circolare, come ogni bufala che si rispetti, a distanza di anni, con l'invito a diffondere il messaggio "a difesa della Vostra e dell'altrui salute". Si tratta di un falso. L'Istituto Nazionale Tumori CRO di Aviano non ha mai diffuso la lista e ci ha fatto sapere dii aver avviato azioni legali a tutela della propria immagine.

Uno stralcio del finto documento che sta facendo il giro della rete

Perché si tratta di un documento inattendibile

La lista di alimenti e degli additivi è incompleta e contiene dei veri e propri errori:

  • Mancano tutti gli additivi successivi all'E 475 (basti pensare che che l'ultimo è l'E 1521),
  • Gli additivi riportati sono catalogati come coloranti, ma così non è. Per citare solo alcuni esempi, l'E 200 è un conservante, l'E 402 è un addensante e l'E 320 è un antiossidante,
  • L'elenco contiene anche additivi che non esistono e che quindi non sono utilizzabili dall'industria alimentare (E 103, E 105, E 106, E 230 e molti altri),
  • Quello che viene catalogato come più pericoloso, l'E 330, altro non è che l'acido citrico, impiegato come antiossidante e regolatore di acidità, naturalmente presente in diversi alimenti come il limone,
  • Il CRO (Centro di Riferimento Oncologico) di Aviano ha da tempo smentito, attraverso un comunicato stampa, il legame con l'immagine diffusa e la veridicità delle informazioni contenute. Inoltre, ci ha fatto sapere di aver avviato azioni legali a tutela della propria immagine.

Ma gli additivi sono davvero pericolosi?

Non tutti gli additivi sono pericolosi, anzi. Se vuoi conoscere tutto sugli additivi e farti un'idea di dove si trovano e a cosa servono puoi consultare la nostra banca dati. In genrale, però, la totale esclusione degli additivi non sarebbe appropriata perché, in alcuni casi, è bene mettere a confronto il rischio legato al loro uso con quello derivante dal non utilizzarli. Chiariamo, però, che molti additivi di quelli ritenuti "tossici" nel finto documento sono considerati critici anche da noi, ma non sono tutti coloranti e le motivazioni alla base di questo giudizio sono diverse. Gli additivi vengono intenzionalmente aggiunti agli alimenti con scopi specifici. I produttori ricavano sicuramente diversi vantaggi dal loro impiegno e il consumatore, a sua volta, può trarne beneficio (pensiamo ai cibi in scatola, facili da conservare e trasportare). Bisogna anche precisare, però, che alcuni additivi possono causare reazioni allergiche di gravita variabile, soprattutto nelle persone più vulnerabili. Altri, invece, possono essere correlati a manifestazioni di iperattività nei bambini o sono sospettati di avere potenziali effetti cancerogeni. Per questo motivo la nostra posizione non è sempre positiva per tutti gli additivi.

Qualche consiglio per limitarne il consumo

Preferire alimenti semplici, freschi e di stagione, in linea di massima, consente di limitare notevolmente il consumo di additivi. Anche i produttori, dal canto loro, possono ridurne l'utilizzo, applicando trattamenti fisici di conservazione, come il congelamento o il confezionamento sottovuoto, così come regole igieniche ancora più rigorose. Sarebbe opportuno, a tal proposito, iniziare a evitare tutti gli additivi che si sospetta possano mettere a rischio la salute dei consumatori o il cui impiego non sia giustificato. Intanto, per evitare inutili allarmismi, è bene non riprodurre questo volantino e non contribuire alla sua diffusione.


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