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Carne "infettata da Aids", nuova bufala sui social

03 settembre 2015
Carne "infetta da AIDS", la nuova bufala che corre sui social. Ecco perché è del tutto priva di fondamento.

03 settembre 2015

Secondo l'ultima bufala che corre sui social network, sarebbero tantissimi i bovini "infettati da Aids" e le loro carni, una volta finite tra i banchi frigo, avrebbero già contagiato 5 persone. Per renderla credibile, la notizia è stata arricchita con dati e particolari: peccato siano del tutto infondati. Ecco perché non c'è da temere.

Tonnellate di carne sequestrata perché "infettate da AIDS". E ancora, più di "650 persone indagate tra allevatori, stallieri, veterinari e autotrasportatori". L'ultima bufala che si sta diffondendo sui social network, imputerebbe ai bovini infettati dal virus il contagio di cinque persone, già ricoverate a Roma. Si tratta ovviamente di una notizia del tutto falsa, vediamo un po' cosa non torna.

Errori sia di forma che di contenuti

La notizia ha innanzi tutto un errore grossolano nell'uso della terminologia. Parlare di Aids significa parlare della malattia, quindi non dell'agente infettivo. Scrivere "infettato da Aids", come è stato fatto nella notizia, perciò, è un primo segnale che dovrebbe già far sorgere qualche dubbio sull'attendibilità. In seconda analisi, il virus dell'immunodeficienza umana (HIV, dove H sta - appunto - per human) non può essere trasmesso dagli animali o dalle loro carni, inclusa quella bovina. Il virus dell'HIV infetta solo l'uomo e trova nell'uomo il suo unico veicolo di diffusione. I virus di immunodeficienza riscontrati in alcuni animali (scimmie, felini, bovini...) sono sì parenti del virus umano, ma non sono in grado di infettare l'uomo e dare malattia.

Come si trasmette il virus dell'HIV

La trasmissione dell'HIV può avvenire

  • attraverso il sangue, per esempio con lo scambio di aghi o con una trasfusione di sangue contaminato (cosa che oggi, con la piena conoscenza dei mezzi di trasmissione, non avviene più, grazie ai controlli e alle procedure di trattamento delle sacche esistenti);
  • attraverso rapporti sessuali non protetti, in seguito a scambio di liquidi biologici infetti (sperma, secrezioni vaginali o sangue - in caso di lesione delle mucose);
  • da madre a figlio durante la gravidanza, il parto o l'allattamento (la cosiddetta "trasmissione verticale").

I comportamenti non a rischio

Al contrario, il virus non viene trasmesso

  • attraverso muco, saliva, lacrime, sudore, feci, urine, tosse e starnuti;
  • attraverso baci, strette di mano, abbracci, scambio di vestiti o condivisioni degli stessi spazi;
  • tramite punture di insetti.



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