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Cozze contaminate dal virus dell'epatite A: lo segnala il ministero della Salute

05 marzo 2015
cozze

05 marzo 2015

Il ministero della Salute ha segnalato che le cozze italiane provenienti dallo stabilimento di Bacoli (NA) sono contaminate dal virus dell'epatite A e dal Norovirus. Compra solo cozze in retine e controlla la provenienza sull'etichetta. Ecco cosa fare se le hai già acquistate.

Il ministero della Salute ha appena lanciato un'allerta su alcune confezioni di cozze contaminate: quelle distribuite dallo stabilimento IRSVEM di Bacoli (NA) contengono il virus dell'epatite A e il Norovirus. Al momento non sono ancora stati resi noti i lotti perché, non solo i virus sono stati riscontrati nei prodotti già confezionati, ma anche nel sito di allevamento MITILIMONTESE SOC. COOP. MITILICOLTURA. Verranno pubblicati aggiornamenti perché è probabile che siano coinvolti anche altri centri di spedizione: per ora ti consigliamo di evitare le cozze provenienti dallo stabilimento di spedizione IRSVEM.

Come riconoscerle

I prodotti incriminati sono le cozze provenienti dal sito di allevamento MITILIMONTESE SOC. COOP. MITILICOLTURA e smistate dallo stabilimento di spedizione IRSVEM sito a Bacoli (NA): in etichetta riportano il marchio di riconoscimento CE IT2 CDM.

Cosa fare

Se hai una confezione di cozze in casa, puoi riportarla al punto vendita dove le hai acquistate, ma soprattutto non consumarle. Se le hai già mangiate ben cotte non preoccuparti: la cottura è in grado di rendere inattivi i virus. In caso di problemi puoi recarti dal medico, avvisandolo di aver mangiato cozze potenzialmente inquinate.

Cos'è l'epatite A

I primi sintomi di un'infezione da epatite A sono stanchezza, inappetenza, febbre e nausea. Dopo qualche giorno compare l'ittero, un colorito giallognolo della pelle, delle mucose e delle sclere degli occhi: tutto ciò è causato da una elevata concentrazione della bilirubina nel sangue ed è sintomo di una diminuita funzionalità del fegato.

Cos'è il Norovirus

Si tratta di un virus che si trova negli alimenti (abbastanza tipico dei molluschi) e può provocare gastroenteriti acute, con nausea, vomito, diarrea e crampi addominali che insorgono dalle 12 alle 48 ore successive all’ingestione del virus.


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