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Le nuove indicazioni per una corretta alimentazione

26 ottobre 2012
alimentazione corretta

26 ottobre 2012

La società italiana di nutrizione umana ha presentato la revisione dei livelli di assunzione dei nutrienti dopo sedici anni. Nel documento viene messa in risalto l'importanza di nuove sostanze introdotte nella dieta. Il consiglio è ridurre l'apporto di sale e alcool.

Sedici anni dopo l'ultima pubblicazione, la Sinu (società italiana di nutrizione umana) ha presentato il documento con i nuovi livelli di assunzione di riferimento per i nutrienti (Larn) rivolti alla popolazione italiana in occasione del 35esimo congresso nazionale della società, tenutosi a Bologna il 22 e il 23 ottobre. È bene ricordare, però, i confini dei Larn: rivolti esclusivamente ai soggetti sani e comunque insufficienti a tracciare una stima del fabbisogno energetico a livello individuale. In questo caso, infatti, è sempre necessario considerare l'età, il sesso, lo stile di vita e l'attività fisica compiuta da ogni soggetto. In attesa che l'Efsa aggiorni le linee guida ufficiali entro il 2015 - ma sono già state rese note quelle riguardanti l'acqua, gli zuccheri, le fibre, i grassi e le proteine -, i parametri fissati dalla Sinu, con la collaborazione dei ricercatori dell'Inran, costituiscono un punto di partenza per la definizione di nuove politiche sanitarie e commerciali riguardanti l'alimentazione, per la produzione di nuovi alimenti e integratori e per la pianificazione della ristorazione collettiva.

Le novità
Il documento, pubblicato per la prima volta in Italia nel 1976 ma già esistente negli Stati Uniti dal 1943 sotto la sigla Rda (recommended dietary allowance), è stato in buona parte modificato rispetto all'ultima edizione. A incidere sono state soprattutto alcune variazioni nel regime dietetico degli italiani e la necessità di integrare alcune misure. A ciò bisogna aggiungere anche che, rispetto a 16 anni fa, è cambiato l'approccio al cibo: non più visto soltanto come una fonte di energia, ma spesso considerato in grado di prevenire alcune patologie.
Grande interesse è stato riservato ad acqua e fibre vegetali, di cui si parla in due capitoli appositi. Entrambe, secondo i nutrizionisti, sono sostanze fondamentali nel riequilibrio della dieta e dell'apporto di carboidrati, lipidi e alcol. Tra le altre novità c'è l'innalzamento dei valori di riferimento dei folati e della vitamina B12 in gravidanza, mentre l'aumento consigliato nell'apporto della vitamina D riguarda anziani e donne in gravidanza o allattamento.

Le abitudini italiane
Tra le sostanze su cui si è intervenuto per difetto, ci sono il sale e le bevande alcoliche. “Gli studi epidemiologici valutati per la stesura del documento finale ci hanno permesso di riscontrare un utilizzo eccessivo da parte degli italiani”, spiega Furio Brighenti, presidente della Società italiana di nutrizione umana. È bene ricordare che l'alcol non è un nutriente e un'elevata assunzione è associata a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari e carico dell'intero apparato gastrointestinale.