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Inquinamento Po: emergenza finita, punire i responsabili

04 marzo 2010
Inquinamento Po: emergenza finita, punire i responsabiliinquinamento

04 marzo 2010

Migliora lo stato di salute del Lambro e del Po, va diluendosi la chiazza nera provocata dagli drocarburi riversati nel Lambro dall'ex raffineria Lombarda Petroli di Villasanta. Bisogna comunque monitorare per evitare conseguenze gravi sull'ecosistema. Servono punizioni esemplari per i responsabili.

Migliora lo stato di salute del Lambro e del Po, va diluendosi la chiazza nera provocata dagli 8mila metri cubi di idrocarburi riversati nel Lambro dall’ex raffineria Lombarda Petroli di Villasanta, vicino Monza. Emergenza rientrata, ma è necessario continuare a monitorare per evitare conseguenze gravi sull’ecosistema. Servono punizioni esemplari per i responsabili.

Bertolaso rassicura, ma è bene vigilare
"Può considerarsi conclusa la prima fase dell'emergenza" ha rassicurato il capo della protezione civile Guido Bertolaso, che ai microfoni del Tg1 ha anche aggiunto ottimisticamente: “Non c’è nessun problema di inquinamentonel delta, le vongole sono sicure, le anatre sono sicure, l'ecosistema è salvoe anche la stagione turistica sulla riviera romagnola potrà svolgersi come sempre con grande bellezza ed efficacia". Le preoccupazioni però restano, perché un disastro ambientale di questa portata non è privo di conseguenze rilevanti sull’intero ecosistema del grande fiume che, secondo Legambiente, "faticosamente stava cercando di recuperare la sua vitalità dopo decenni di inquinamento".

Acqua potabile: nessun problema
L’allerta è ancora alta nelle città dove l’acqua del rubinetto è pescata (e trattata) direttamente dal Po, come avviene nei casi dell’acquedotto di Ferrara e di altre dodici città del suo bacino e dei Comuni che fanno capo all’Acquedotto Medio Delta Po. Il Gruppo Hera di Ferrara conferma che “tutte le analisi che sono state svolte da sia sull’acqua grezza, sia sull’acqua in ingresso ai bacini di lagunaggio (e quindi dopo una prima fase di trattamento naturale di sedimentazione), sia sull’acqua immessa in rete, non hanno mai rilevato, durante tutto il periodo dell’emergenza, alcun parametro fuori norma che potesse rendere l’acqua non trattabile o non utilizzabile per uso potabile".

Punizioni esemplari
Ancora aperta la questione delle responsabilità. L’Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (Arpa) Lombardia ha inviato alla Procura della Repubblica di Monza una segnalazione di reato nei confronti dell'azienda Lombarda Petroli per il superamento dei limiti di stoccaggiodel gasolio che è risultato dagli accertamenti effettuati. Le cisterne dell’ex raffineria contenevano ben più dei 2.500 metri cubi di materiale inquinante stabilito come limite per non essere considerata azienda a rischio. Ci si voleva sbarazzare con facilità degli inquinanti per lavorare comodamente a un progetto di riqualificazione di un’area enorme (più di 300 mila metri quadrati)? Gli inquirenti stanno lavorando su questa ipotesi. Quello che chiediamo è che le punizioni siano esemplari, troppo spesso è accaduto che tutto svaporasse con la fine dell’emergenza.

No alla cabina di regia
Quanto alla proposta ventilata da Bertolaso di creare "una cabina di regia a livello nazionale per monitorare costantemente le falde acquifere ed effettuare interventi dove ci sono segni di inquinamento", la nostra posizione è contraria. Diciamo no alla creazione di ulteriori sovrastrutture che depotenzino gli organismi già esistenti (ministero dell’Ambiente, Arpa, Nucleo operativo ecologico dei carabinieri…). I ritardi nella gestione della “marea nera” ci sono stati per problemi di coordinamento, non certo perché manchino gli organi competenti. Semmai questi vanno dotati di maggiori risorse per poter svolgere meglio il lavoro che già fanno tutti i giorni.