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Integratori in palestra troppo fai da te

23 novembre 2010
integratori

23 novembre 2010

Nelle palestre un atleta su due fa uso di integratori di vitamine e minerali. Ma sono diffuse anche altre sostanze dopanti, molto pericolose, come amfetamine, antinfiammatori, cocaina ed Epo. Lo dimostra una ricerca tutta italiana.

Gli integratori di vitamine e minerali sono la nuova ossessione degli sportivi dilettanti. Nelle palestre italiane ne fanno uso un atleta su due. Ma sono diffuse anche altre sostanze dopanti, molto pericolose, come amfetamine, antinfiammatori, cocaina ed Epo. Lo dimostra una ricerca tutta italiana, condotta dall’Università degli studi di Milano, dall’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri e dalla Doxa.

Le sostanze più diffuse
Usa integratori, il più delle volte senza un parere medico, il 44-50% degli atleti dilettanti che frequentano le palestre. Le sostanze più diffuse sono vitamine e minerali, ma non manca chi fa uso di antinfiammatori e creatina (15%), diuretici (10%), steroidi anabolizzanti (7-8%), anfetamine (6%), cocaina ed Epo (2-3%).
Per la ricerca sono stati intervistati 289 atleti di varie discipline, frequentatori di palestre e centri benessere e 30 gestori di questi esercizi.

I motivi
Secondo gli intervistati, i motivi principali per cui gli atleti utilizzano queste sostanze sono per sviluppare il proprio corpo e per potersi allenare meglio e più a lungo. Eppure, più dell’80% degli intervistati ritiene che anfetamine, steroidi e cocaina siano dannosi per la salute.

Gli integratori più utili
Gli atleti intervistati ritengono più utili i preparati a base di sali minerali e vitamine. I meno efficaci, invece, i probiotici, i fitoterapici e i sostitutivi dei pasti. Ma solo due atleti su cento ritiene di dover chiedere il parere del medico prima di farne uso. Percentuale che scende ulteriormente per le sostanze dopanti.

Segui i consigli
Se fai un’attività fisica molto impegnativa, anche dal punto di vista della durata (per esempio una maratona), l’avversario principale sarà la fatica, causata dalla diminuzione delle riserve di carboidrati e dall’inizio della disidratazione. Solo in questi casi è giustificato il ricorso a integratori (carboidrati e elettroliti) per sopperire alla perdita di acqua e di sali minerali. Per attività poco frequenti, brevi e meno intense, invece, non servono: un’alimentazione varia, ricca di frutta e verdura, bilanciata tra carboidrati, proteine e grassi è il miglior carburante che esista per il nostro corpo.


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