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Mense scolastiche: panino sì o panino no?

06 ottobre 2016
mensa scolastica

06 ottobre 2016
Fa discutere la scelta di dare ai propri figli un panino piuttosto di farli pranzare alla mensa scolastica. Siamo andati allora a vedere cosa mangiano i bambini in diciannove scuole di sei città: la situazione non è così allarmante come ci vogliono far credere. Lo scarso gradimento di alcuni piatti non dipende dalla qualità.

La battaglia per il “panino libero” è in pieno svolgimento: molti genitori insoddisfatti del servizio di ristorazione scolastica, da Milano a Napoli, stanno chiedendo di poter portare il cibo da casa come ha stabilito una recente recente sentenza della Corte d’appello di Torino. Un nuovo scenario di “liberalizzazione” del pasto scolastico che suscita entusiasmi da parte di chi non si fida della qualità di ciò che viene servito a mensa, ma anche resistenze da parte di chi ritiene il pasto in comune un diritto da difendere a spada tratta.

La nostra indagine

Abbiamo svolto un’indagine per verificare cosa e come mangiano i bambini nelle scuole di sei città italiane. Ci sono sicuramente molti aspetti critici che possono essere migliorati – il rumore eccessivo nei refettori, la mancanza in alcuni casi di spazi adeguati al momento del pasto, lo scarto da parte dei bambini di alcuni cibi considerati poco appetibili – ma nel complesso il nostro giudizio sulla qualità dei servizi di ristorazione che abbiamo monitorato è positiva. Per questo rimaniamo piuttosto freddi davanti a chi vuole mettere in discussione il servizio di refezione scolastica per motivi legati alla sua qualità, ritenendo invece questo servizio una conquista preziosa sia in termini di equità sociale (garantisce a tutti i bambini a prescindere dal reddito della famiglia d’origine almeno un pasto bilanciato al giorno), sia in termini di educazione alla sana alimentazione.

Il nostro metodo

Grazie alla collaborazione di sei amministrazioni comunali (Roma, Milano, Napoli, Bologna, Genova e Venezia) scuole e centri cottura hanno aperto le porte ai nostri tecnici esperti. Hanno considerato:

  • lo stato di manutenzione delle strutture e delle attrezzature;
  • il rumore dei refettori;
  • il modo in cui viene distribuito il cibo;
  • la temperatura delle pietanze;
  • il gradimento dei bambini controllando cosa veniva lasciato nel piatto.

I nostri tecnici hanno assaggiato a loro volta le pietanze e hanno prelevato e analizzato alcuni campioni di cibo per verificarne l’igiene e la presenza di residui di pesticidi. Infine è stato dato un giudizio all’equilibrio nutrizionale dei piatti proposti nel quadro della dieta settimanale dei bambini, valutando la varità dei piatti e l’alternanza delle diverse fonti proteiche.