News

Carne: c'è da fidarsi?

18 novembre 2014
canre

18 novembre 2014

Quanto sappiamo sull'origine della carne che portiamo in tavola? Spesso troppo poco. Per chiedere maggiore chiarezza nelle etichette, abbiamo aderito a "Carne: c'è da fidarsi?". La seconda fase dell'iniziativa è volta a prevenire l'uso e abuso degli antibiotici negli allevamenti, aspetti che si tende a sottovalutare.

Per chiedere maggiore trasparenza nelle etichette della carne, abbiamo aderito all'iniziativa "Carne: c'è da fidarsi?". La seconda fase di questa campagna, promossa dall'unione europea di tutte le associazioni dei consumatori (BEUC), mira a prevenire l'uso e l'abuso degli antibiotici negli allevamenti. Secondo la nostra ultima inchiesta, l'84% dei campioni di pollame analizzati è contaminato da antibiotici, un rischio - spesso sottovalutato - per l'uomo. La resistenza agli antibiotici, infatti, provoca ogni anno 25 mila morti. Ma come si trasmettono queste resistenze dagli animali all'uomo? Lo abbiamo spiegato in questa infografia:

 

Quando l'indicazione dell'origine della carne è obbligatoria?

Al momento l'indicazione della provenienza della carne è obbligatoria solo quando si parla di carne bovina: in questo caso l'etichetta deve parlare chiaro e mostrare il luogo di nascita dell'animale, quello di allevamento e di macellazione. Dall'aprile del 2015, invece, per suini, pollame, ovini e caprini sarà obbligatorio indicare il Paese dove gli animali sono stati allevati e macellati, mentre continuerà a non essere obbligatoria l'indicazione del luogo di nascita. Per quanto riguarda la carne dei preparati, come quella contenuta nelle crocchette di pollo, polpette, sughi o lasagne pronte, così come tutta la carne dei salumi, non è necessario indicarne l'origine e, al momento, non è neanche nei programmi di rendere quest'informazione obbligatoria.

Guarda l'animazione per conoscere la filiera della carne:

Le nostre richieste alle autorità

Assieme al Beuc, l'unione di tutte le associazioni dei consumatori europee, abbiamo promosso la campagna "Carne: c'è da fidarsi?". L'iniziativa si articola in tre punti:

  • ottenere una maggiore trasparenza nelle etichette alimentari, in modo che la provenienza della carne, sia fresca che usata come ingrediente, venga indicata più chiaramente,
  • prevenire l'utilizzo e l'abuso di antibiotici negli allevamenti di bestiame,
  • il terzo punto riguarda i controlli nel settore carne, al fine di prevenire le frodi.

Avere etichette più trasparenti è possibile

Secondo alcuni, indicare l'origine della carne negli alimenti preparati sarebbe impossibile ed eccessivamente costoso. Tuttavia, basta andare al supermercato per scoprire che c'è anche chi, in forma volontaria, riporta questa informazione.

Ecco alcuni esempi positivi di alimenti preparati a base di carne le cui etichette sono esaustive.


Stampa Invia