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Tracce di inchiostro nel cibo: l'inchiesta su 76 prodotti confezionati

Gli inchiostri con cui vengono stampati gli imballaggi di cartone destinati agli alimenti e i prodotti monouso come piatti e bicchieri di carta possono rilasciare sostanze chimiche non salutari nel cibo. Su 76 prodotti analizzati in quattro Paesi europei abbiamo scoperto alcuni casi di migrazione. Serve una legislazione europea più rigorosa.

  • di
  • Simona Ovadia
26 giugno 2019
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  • Simona Ovadia
imballaggi alimenti

Piatti, bicchieri, involucri di carta per pasticcini, cannucce, ma anche sacchetti di carta e confezioni di cartone: facciamo quasi fatica ad accorgercene, eppure molto del cibo che consumiamo viene proposto e servito in un arcobaleno sconfinato di sfumature colorate. Vi siete mai chiesti se tutte le sostanze chimiche usate per la stampa sono sicure? E vi è mai balenato il sospetto che qualcuna di loro possa inavvertitamente contaminare ciò che mangiamo? Purtroppo può succedere, come dimostra la nostra inchiesta su 76 prodotti.

Le nostre analisi

Abbiamo cercato due tipi di sostanze: le ammine aromatiche primarie, alcune delle quali note o sospettate di avere proprietà cancerogene e mutagene per l'uomo, e diversi fotoiniziatori, usati per dare brillantezza ai colori, su alcuni dei quali pende il dubbio che siano cancerogeni o perturbatori del sistema ormonale. Insomma elementi con i quali, per diversi motivi, i consumatori dovrebbero entrare in contatto il meno possibile. Su 76 campioni analizzati sei hanno rilasciato nel cibo fotoiniziatori in quantità eccessiva (al di sopra dei limiti previsti da una legge svizzera), nove hanno rilasciato ammine aromatiche primarie (in quantità superiore a una raccomandazione tedesca presa come riferimento) di cui uno italiano

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Una legge è indispensabile

Abbiamo presentato i risultati delle nostre analisi al Beuc di Bruxelles l’associazione che ci rappresenta in seno alle istituzioni europee. I nostri dati dimostrano l’urgenza di una normativa sugli imballaggi alimentari di carta e cartone e sugli inchiostri, che scongiuri ogni rischio. La stessa Commissione europea ha chiesto recentemente agli Stati membri di condurre nuovi controlli su alcune sostanze rilasciate dagli imballaggi, tra cui le ammine aromatiche primarie, per valutare l'ipotesi di una nuova regolamentazione. Sebbene in Italia esista già una norma specifica sul cartone alimentare, infatti, non c'è ancora nulla che riguardi gli inchiostri della stampa.