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L'alcol provoca oltre 17.000 decessi ogni anno

05 giugno 2014
morti alcool

05 giugno 2014

Il consumo di alcolici non solo crea dipendenza, violenza e incidenti, ma aumenta il rischio di sviluppare patologie correlate. È quanto emerge dal rapporto diffuso dall'Organizzazione mondiale della sanità sul consumo di alcol. Per questo motivo è bene osservare qualche regola per scongiurare effetti negativi.

In Italia l'impatto dell'alcol sulla mortalità è notevole: i decessi ogni anno sono oltre 17.000, con quote prevalenti per tumori maligni e incidenti stradali. È quanto emerge dal rapporto sul consumo di alcol diffuso dall'Organizzazione mondiale della sanità. Soprattutto tra i giovani fino ai 24 anni l'alcol è il principale fattore di mortalità prematura, a causa delle correlazioni dirette con l'incidentalità stradale. Prima di mettersi al volante, perciò, è bene essere prudenti.


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Oltre 7 milioni di italiani sono a rischio

Nel nostro Paese, secondo un altro studio dell'Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto Superiore di Sanità, i consumi di alcol pro capite mostrano una diminuzione dai 10,5 litri di alcol puro all'anno nel triennio 2003-2005 ai 6,7 litri nel periodo 2008-2010. Il vino è la bevanda alcolica più diffusa (66%), seguito dalla birra (23%) e liquori (11%) e, dal confronto tra i due sessi, emerge che le donne bevono mediamente meno degli uomini. I consumatori italiani a rischio sono oltre 7 milioni: le percentuali più elevate si concentrano tra gli uomini di età compresa tra i 65 e i 74 anni e tra gli ultra 75enni, per un totale di circa 2 milioni di anziani. Secondo le stime, inoltre, circa un milione di bambini, adolescenti e giovani sotto l'età minima legale consuma bevande alcoliche.

Quando gli effetti negativi superano quelli positvi

L'organismo umano riesce a tollerare l'alcol etilico senza che ne derivino danni evidenti solo se, durante i pasti, non si superano giornalmente più di due-tre unità alcoliche (pari a due-tre bicchieri di vino da 125 ml o a due-tre lattine di birra chiara da 33 cl) per gli uomini. Per la donna, invece, sia per la diversa costituzione fisica che per la capacità di metabolizzare l'alcol, la soglia non deve superare le due unità alcoliche giornaliere (pari a due bicchieri di vino da 125 ml o a due lattine di birra chiara da 33 cl) mentre gli anziani è bene che non superino la singola unità alcolica. Queste quantità sono intese come i limiti massimi oltre i quali gli effetti negativi cominciano a prevalere su quelli positivi.

In quali casi è bene astenersi

Il divieto è da considerarsi assoluto per bambini e adolescenti. In gravidanza e durante l'allattamento è preferibile non concedersi più di un bicchiere alla settimana e, se si soffre di una malattia acuta o cronica, se si assumono farmaci o se si deve guidare, è bene astenersi del tutto. L'Organizzazione mondiale della sanità, infine, riprende anche il grave problema della diffusione del consumo eccessivo occasionale: il cosidetto binge-drinking, infatti, coinvolge nel mondo circa il 16% dei bevitori.


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