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Prosecco e pesticidi, facciamo chiarezza

Una recente inchiesta del Salvagente rilanciata da Striscia la Notizia ha riportato all'attenzione il tema della pericolosità dei pesticidi utilizzati nelle vigne che producono il Prosecco. Nei nostri test i pesticidi sono al di sotto dei limiti di legge, ma non bisogna sottovalutarne l'impatto negativo sull'ambiente.

21 febbraio 2019
spumante

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Uno dei simboli più importanti del Made in Italy finisce ancora una volta al centro delle polemiche sull'utilizzo di pesticidi nelle coltivazioni. Il tema ambientale relativo ai milioni di bottiglie di Prosecco vendute in tutto il mondo e alle vigne che le producono era stato sollevato già negli anni scorsi da un'inchiesta di Report e di recente il Salvagente e Striscia la Notizia sono ritornati sulla questione. Ecco cosa è emerso dalle ultime inchieste e le nostre conclusioni.

Residui sotto il limite

L'analisi condotta dal Salvagente è giunta alla conclusione che in nessun caso i residui trovati superavano il limite massimo di residuo (Lmr) consentito per ogni sostanza, ma la preoccupazione deriva dal fatto che in alcuni casi sono stati ritrovati fino a 7 pesticidi diversi nella stessa bottiglia, e l’effetto sulla nostra salute della presenza di residui di più fitofarmaci contemporaneamente, il cosiddetto “effetto cocktail”, è molto dibattuto.

Le persone più preoccupate dagli effetti del massiccio utilizzo di pesticidi sull'ambiente sono gli abitanti delle zone di produzione del Prosecco. I cittadini veneti hanno creato un comitato "Marcia stop pesticidi" per attirare l'attenzione sul problema.

Pesticidi nel vino

I prodotti fitosanitari sono utilizzati all’interno dell’Unione europea secondo regole molto stringenti e solo se sono efficaci e poco impattanti a livello di salute e ambiente. La quantità di residui nei cibi deve essere la più bassa possibile e deve essere sicura per i consumatori. Esistono quindi norme ben precise che stabiliscono negli alimenti i cosiddetti limiti massimi di residuo di ogni singolo pesticida (Lmr), considerati sicuri. Se un prodotto supera anche uno solo di questi limiti non è commerciabile. 
Dal punto di vista dei residui di pesticidi, in generale, il vino biologico è sicuramente più garantito, perché viene realizzato con uve che non subiscono trattamenti con pesticidi. Ma anche il mondo del vino "naturale" ha i suoi problemi (per esempio, un problema delle vigne non trattate riguarda le ocratossine, cioè tossine cancerogene che si sviluppano dalle muffe, pericolose quanto un prodotto antiparassitario), per cui non possiamo dire che sia meglio in assoluto. E’ fondamentale effettuare costantemente controlli sui residui, tenendo ben monitorate le sostanze contaminanti.

Le nostre conclusioni

Nei test effettuati da Altroconsumo due anni fa su 20 tipologie di spumante, laddove i pesticidi erano presenti si trattava di valori molto bassi, di gran lunga inferiori ai limiti di legge. In sei vini abbiamo trovato tracce di un pesticida, in altri otto ne abbiamo trovati due e infine in due bottiglie ne abbiamo trovati addirittura tre. La presenza di residui di pesticidi nel Prosecco non può essere considerato un dato positivo, dato che inquinano l'ambiente e possono danneggiare la salute delle persone, soprattutto di coloro che abitano nelle vicinanze delle coltivazioni, ma per quanto riguarda il consumo di questa tipologia di vino non ci sono motivi di allarme. Ricordiamo anche che questi non sono prodotti che vengono consumati ogni giorno.