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Vini biologici: alta qualità, basso prezzo

07 settembre 2012

07 settembre 2012

Abbiamo analizzato in laboratorio i vini rossi prodotti con uva proveniente da agricoltura biologica. I nostri test dimostrano che hanno tutti un’ottima qualità e che, per bere un buon bicchiere di vino, non occorre spendere una fortuna.

Sono tutti di ottima qualità e, i più buoni, sono anche i meno cari (con un prezzo inferiore ai sei euro). Stiamo parlando di vini prodotti con uva proveniente da agricoltura biologica. Ne abbiamo analizzati diversi, tutti rossi, appartenenti a diverse denominazioni di origine. La scelta è ricaduta sui prodotti italiani più diffusi nella grande distribuzione, tenendo conto anche della loro provenienza geografica.

Le nostre prove

Molte le prove del test a cui abbiamo sottoposto i vini biologici: la valutazione del grado alcolico (confrontando il valore osservato in laboratorio con quello dichiarato in etichetta); all’analisi dell’acidità totale (fondamentale per la buona riuscita del vino, ne permette una lunga conservazione) e dell’acidità volatile (segnala lo stato di conservazione dei vini ed eventuali loro alterazioni). Anche le analisi sulla presenza di anidride solforosa e solfiti hanno dato buoni risultati: nella maggior parte dei vini i quantitativi ritrovati sono particolarmente bassi. Totalmente assenti invece pesticidi e metalli pesanti come cadmio e piombo. Il test comparativo realizzato su 14 vini rossi prodotti con uve da agricoltura biologica ha sancito l’ottimo rapporto qualità/prezzo dei vini e soprattutto la quasi totale assenza di solfiti, presenti in tenori bassissimi (la loro segnalazione in etichetta è d’obbligo se queste sostanze superano la dose di 10 mg/l, dato che possono essere responsabili di reazioni allergiche).

Solfiti sotto il limite legale e pesticidi assenti

Il test ha riscontrato quantitativi di solfiti ben al di sotto del limite legale (pari a 100 mg/l anziché 150 mg/l come previsto per i vini tradizionali). Diversi i parametri analizzati in laboratorio: valutazione del grado alcolico, confrontando il valore riscontrato con quanto dichiarato in etichetta; analisi dell’acidità totale (fondamentale per la buona riuscita di un vino, ne permette una lunga conservazione) e dell’acidità volatile, che segnala lo stato di conservazione dei vini ed eventuali loro alterazioni. Assenti in toto i pesticidi che vengono più utilizzati sulle uve: ricerca, risultata vana, di 65 fitofarmaci (la legge per i prodotti biologici esclude teoricamente l’uso di pesticidi, ma ammette in caso di grave rischio per una coltura l’uso di alcuni prodotti fitosanitari autorizzati nella produzione biologica) e i metalli pesanti più diffusi in quanto contaminanti ambientali, quali cadmio e piombo. Anche il rapporto tra anidride solforosa libera e solforosa totale, significativo in quanto ci dà indicazioni sulla qualità della tecnologia utilizzata, ha dato risultati piuttosto soddisfacenti. Gradimento anche sulla prova d’assaggio, realizzata in forma anonima con il metodo scientifico dell’analisi sensoriale. Sui prezzi ribadita la regola aurea: non occorre spendere troppo per bere bene; risultati migliori i vini meno cari, inferiori ai sei euro.


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