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Vini rosati alla prova: buoni ma non eccellenti

24 agosto 2015
vini rosati

24 agosto 2015

Vengono spesso sottovalutati o poco considerati, eppure i 24 vini rosati messi alla prova nel nostro ultimo test sono risultati tutti piuttosto graditi. Non ci sono grosse sorprese, va precisato, ma neanche nessun assaggio deludente. E per una buona bottiglia non è necessario spendere troppo.

Spesso snobbati e sottovalutati, i rosati stanno vivendo il loro momento di riscatto. Grazie anche a caratteristiche qualitative di tutto rispetto, i rosati ricoprono ormai una posizione di tutto rispetto nel mercato vinicolo. Freschi e profumati, sono prodotti che si adattano perfettamente alla stagione estiva, sposandosi bene con antipasti, piatti a base di pesce, verdure, formaggi freschi e, perché no, anche con la pizza. Ne abbiamo testati 24, scegliendoli tra i fermi e i frizzanti della grande distribuzione. Nella scelta abbiamo tenuto conto anche della loro distribuzione lungo la penisola: otto vini sono prodotti nel Nord Italia, tre nel Centro e 13 tra Sud e Isole.


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Come si ottiene il rosato?

Il metodo più utilizzato consiste nella vinificazione in bianco di uve a bacca nera. L'espressione "in bianco" indica l'assenza di vinacce, ossia i residui della pigiatura dell'uva costituiti da graspi, bucce e semi. Seguendo questo procedimento le uve vengono macerate a basse temperature per tempi variabili che oscillano tra le poche ore e qualche giorno, quanto basta per estrarre un certo quantitativo di colore e di sostanze aromatiche. Rispetto a un vino rosso, per il quale la macerazione dura dai sette ai 15 giorni, il contatto tra mosto e bucce è quindi ridotto notevolmente. Per legge i vini rosati non possono essere ottenuti dalla miscelazione di vini bianchi e rossi.

I risultati del test

Il laboratorio evidenzia che, in generale, sono tutti prodotti di qualità. Abbiamo verificato che il grado alcolico osservato in laboratorio corrispondesse a quello effettivamente dichiarato. Quindi abbiamo verificato il quantitativo di zuccheri presenti, che ha confermato che si tratta in gran parte di vini secchi. Tra gli altri parametri presi in considerazione, anche l'acidità totale e volatile, entrambe entro i limiti previsti dalla legge. Abbiamo infine analizzato il contenuto di solfiti, additivi responsabili di reazioni allergiche, e notato che in generale i rosati hanno tenori piuttosto bassi. Solo i valori di cinque vini su 24 superano la metà del limite legale e, tra questi cinque, uno è stato penalizzato per il contenuto di solfiti da noi ritenuto troppo elevato, sempre comunque nel rispetto della legge.

Non ci sono risultati eccelsi

Per evitare condizionamenti, i vini sono stati presentati ai giudici in forma anonima. I vini sono risultati nel complesso piuttosto graditi, senza difetti rilevanti. Non si raggiungono risultati eccelsi, ma neanche vini particolarmente deludenti. Nei vini risultati più graditi ha inciso l'intensità dei profumi e la ricchezza degli aromi. Tra gli aromi più apprezzati, si sono evidenziati i fruttati, contrapposti ai vegetali che hanno penalizzato alcuni campioni.

Più caro non significa migliore

Non esiste una relazione proporzionale tra qualità e prezzo e, anche in questo caso, spendere di più non significa portarsi a casa un prodotto migliore. Il vino Migliore del Test, infatti, ha un costo minimo di 5,20 euro, quello che è stato premiato con il titolo di Miglior Acquisto col giudizio più alto, invece, si può trovare sugli scaffali a un prezzo di 4,39 euro. Entrambi i vini ottengono un giudizio superiore rispetto al vino più caro del test (10 euro, in quarta posizione) e al secondo vino più costoso (7,98 euro) che si classifica ultimo.


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