News

Vini rossi francesi: l’assaggio delude

20 aprile 2015

20 aprile 2015

Nonostante un livello davvero alto, i prodotti testati non sorprendono per il gusto. Eccellente, invece, il rapporto qualità/prezzo. Ecco i risultati del test.

Con questo test, per la prima volta ci siamo occupati di vini rossi europei e, in particolare, di vini francesi, selezionandone 14 tra quelli facilmente reperibili nella grande distribuzione. La selezione include i prodotti appartenenti a tre denominazioni di origine (in francese AOC, Appellation d'Origine Contrôlée – menzione equivalente alla nostra DOC - Denominazione di Origine Controllata), e a un’indicazione di area protetta (IGP):

  • quattro vini Côtes du Rhône AOC, prodotti nell’area vinicola della Valle del Rodano, a sud della Francia;
  • cinque vini Bordeaux AOC, prodotti nella zona che comprende la costa sud-occidentale della Francia che si affaccia sull'Atlantico;
  • due vini Bourgogne AOC: sono i vini della Borgogna, situata nella zona orientale della Francia, fra Parigi e la Germania;
  • tre vini Pays d'Oc IGP, prodotti in una vasta area costiera a sud della Francia.

Per valutare la loro qualità li abbiamo portati in laboratorio.

Ottimo livello nel complesso

In generale si tratta di prodotti di buona qualità, in alcuni casi anche ottima. Per prima cosa in laboratorio abbiamo verificato che il grado alcolico corrispondesse a quello dichiarato.  Effettivamente, tutti i prodotti rientrano perfettamente nelle tolleranze di legge. L’analisi del quantitativo di zuccheri presenti ha inoltre confermato che si tratta in ogni caso di vini secchi. Per quanto riguarda gli altri parametri presi in considerazione come l’ acidità totale e volatile, abbiamo sempre il rispetto dei limiti legali. Va sottolineato in particolare un aspetto. I vini francesi mostrano tenori di solfiti piuttosto bassi: i valori osservati più alti non vanno oltre la metà del limite legale, e la maggior parte (10 su 14) mostra livelli che non superano un terzo del valore massimo ammesso dalla legge. Giudizi quindi eccellenti per quanto concerne questo parametro. Allo stesso modo, nessun problema anche per quanto riguarda il rapporto tra solforosa libera e totale: i giudizi sono accettabili e in qualche caso anche buoni.

Buono l’assaggio ma nulla di sconvolgente

Per cercare di evitare il più possibile qualsiasi tipo di condizionamento, i vini sono stati presentati ai giudici in forma anonima, senza cioè fornire alcuna informazione in merito ai campioni in analisi, se non che si trattava di vino rosso. Il fattore che maggiormente ne ha determinato l’apprezzamento è stata l’intensità dei profumi, percepibile sia alla prima analisi olfattiva, sia in bocca, attraverso la ricchezza e la persistenza degli aromi una volta deglutito il sorso. Tra gli aromi più ricercati si sono evidenziati i fruttati, così come il floreale, dove trovato. Al contrario i vegetali hanno penalizzato alcuni campioni.  Dal punto di vista gustativo sono stati privilegiati i vini strutturati ma al tempo stesso rotondi, mentre non è stata troppo gradita l’acidità che spesso i francesi ricercano nei loro vini. Nel complesso le valutazioni sono state positive, e questo sta ad indicare l’assenza di difetti rilevanti. Tuttavia non si può certo dire che questi vini abbiano soddisfatto per la loro piacevolezza, così come allo stesso modo non ce ne sono stati di davvero deludenti.

Rapporto qualità/prezzo

Come spesso accade, non esiste una relazione proporzionale tra qualità e prezzo. Il nostro Migliore Acquisto,  secondo in classifica, ha infatti un costo inferiore ai 6 € ed è seguito a ruota sul podio da un vino venduto a soli 7 €. Contrariamente dunque a quanto ci si aspetterebbe, nelle posizioni successive troviamo vini con costo superiore ai 12 €. Addirittura il prodotto più caro (15 €) occupa la terzultima posizione. Non sempre, quindi, un prezzo più alto è garanzia di un prodotto migliore.


Stampa Invia