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Vino: le vostre abitudini

21 ottobre 2013

21 ottobre 2013

Che vino beviamo? Dove preferiamo comprarlo e come lo scegliamo? Quanto si è disposti a pagare una bottiglia? Abbiamo intervistato i consumatori sulle loro abitudini: ne esce vincitore il rosso e la grande distribuzione. Si conferma la moda del formato sfuso e dell'acquisto direttamente dai produttori.

Quello fermo da pasto è il preferito, il biologico riscuote poco successo, in tanti invece scelgono di comprare direttamente dal produttore. Sono solo alcuni dei risultati della nostra ultima indagine sulle abitudini degli italiani nel consumo di vino, la bevanda che difficilmente manca in casa e che - tra le tante marche in commercio - non è sempre semplice da scegliere: ti diamo una mano nel nostro ultimo test in cui abbiamo analizzato per te oltre 300 prodotti che puoi mettere a confronto.

 

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A tavola non manca

Dall'indagine che abbiamo condotto su un campione di circa 900 consumatori rappresentativo della popolazione, emerge che il consumo degli italiani è piuttosto sostenuto: solo il 5% degli intervistati non beve vino. Di contro ben un terzo delle famiglie (26%), ne beve in media una bottiglia ogni 2 giorni. Il consumo, da questo punto di vista, è anche piuttosto vario, perché una simile percentuale ne consuma una a settimana (23%) o solo in occasioni particolari (22%). Il momento preferito è a tavola, durante i pasti principali: il 73% lo accompagna, infatti, sia al pranzo che alla cena.

In tanti da chi vendemmia

Ma dove si preferisce comprare il vino? Come puoi vedere dall'immagine in basso, la grande distribuzione vince: il 50% degli italiani preferisce acquistare in supermercati (35%) e ipermercati (15%), comodi e più economici di enoteche o piccoli negozi di alimentari. Ma da notare che ben un terzo degli italiani (32%) preferisce acquistare vino direttamente dai produttori: saranno le vecchie abitudini ereditate in famiglia, il gusto della gita enoturistica, oppure l'immancabile fattore risparmio, che può sicuramente esserci, visto che si eliminano i costi della distribuzione. Un certo successo riscuote anche il vino sfuso, quello che ad esempio si può acquistare nelle vinerie tanto di moda: il 18% dei consumatori fa questa scelta, spinto - probabilmente ancora - dalla possibilità di spendere meno, dalla convinzione di assicurarsi un prodotto più genuino e da un tipo di acquisto che riporta alle "vecchie usanze".

Vincono il rosso e il fermo

Il vino rosso la fa da padrone: secondo la nostra indagine, infatti, il 66% consuma indifferentemente bianco e rosso, ma c'è un 27% che invece preferisce solo il rosso, contro il solo 2% che propende per i bianchi. Tra tutte le tipologie, quello fermo da pasto è al primo posto, con il 63% degli intervistati che lo predilige rispetto a spumanti e prosecchi (35%), frizzanti (32%), novelli (20%) e dolce (17%) e passiti (8%).

Il biologico non decolla

E il biologico? Si conferma il mancato boom per un prodotto che - pur richiamando valori particolarmente in voga, come il rispetto dell'ambiente o la presunta maggiore salubrità - non è mai decollato: solo il 9% degli italiani fa questa scelta. Lo ricordiamo, il vino biologico non è necessariamente un vino più salutare perché senza solfiti (aggiunti per la conservazione), anzi - con la normativa europea approvata proprio nel 2012 - si stabiliscono dei livelli massimi di questa sostanza che si discostano non di molto rispetto a quelli dei classici (per i rossi 100 mg/l contro i 150 dei tradizionali, per i bianchi 150 mg/l contro i 200 mg/l dei classici). Ciò che la legge garantisce maggiormente, invece, è il non utilizzo di pesticidi.

Italiani risparmatori ma anche intenditori

La cifra che gli italiani sono disposti a spendere per una bottiglia è di circa 4 euro, ma la cinghia si allenta se la bottiglia è acquistata per un'occasione speciale da celebrare in famiglia: l'importo sale in questo caso a 10 euro e fino a 15 euro se si tratta di un regalo. Il prezzo non è l'unico criterio a guidare la scelta: come vedi nel grafico in basso, quasi di pari passo c'è l'origine, altrettanto importante. Il costo della bottiglia, inoltre, sarà pure importante per oltre la metà degli intervistati, ma non fondamentale: solo il 29%, infatti, sceglie un vino esclusivamente perché è in offerta, meno di chi, invece, è più attento al produttore o al vitigno.


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