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Benzina a 1 euro: Fiat sanzionata per 200 mila euro

11 dicembre 2012

11 dicembre 2012

In periodo di crisi, promettere risparmi che poi non sono tali può costare caro: 200 mila euro è la sanzione che, su nostra segnalazione, l'Antitrust fa pagare a Fiat per lo spot "benzina a 1 euro". Non erano affatto chiari, nella pubblicità, i riferimenti alle limitazioni della campagna.

Un'offerta appetibile che però nascondeva molte limitazioni. Inducendo il consumatore, alla ricerca di possibili risparmi tanto più in periodo di crisi, a scelte che diversamente non avrebbe compiuto. Parliamo della campagna "benzina a 1 euro" lanciata da Fiat qualche mese fa, sanzionata dall'Antitrust su nostra segnalazione.
Lo spot Fiat andava in onda sulle principali reti nazionali. L'offerta era incentrata su un claim particolarmente appetibile, soprattutto in un periodo di caro benzina, e prometteva pieni di benzina a prezzi scontati, a fronte dell'acquisto di una nuova automobile. L'offerta "Oggi Fiat blocca il prezzo del carburante a 1 euro per 3 anni", però, conteneva diverse limitazioni. I messaggi, infatti, tralasciavano di indicare in modo chiaro che l'acquisto di una nuova vettura Fiat, a esclusione delle bi-fuel, consentiva di usufruire soltanto di un certo numero di litri di carburante (variabili a seconda del modello acquistato) al prezzo di un euro, entro 3 anni. La promozione, inoltre, era soggetta a un'ulteriore limitazione: il carburante poteva essere acquistato soltanto nei distributori aderenti all'iniziativa.

La prima modifica lasciava comunque spazio ad ambiguità
Nonostante una prima modifica dello spot, avvenuta nel mese di luglio, la comunicazione è continuata a essere trasmessa sulle reti televisive con alcune ambiguità. Nella seconda versione, infatti, era stato specificato che erano escluse le vetture bi-fuel ma l'indicazione sulle soglie di massime di litri di carburante fruibili continuava a non essere immediatamente percepibile. Quanto affermato dalla voce fuori campo e dalle scritte a schermo, troppo veloci per essere lette correttamente, non pemettevano al consumatore di essere correttamente informato sulle reali condizioni della promozione.

Considerato anche l'elevato numero dei destinatari
L'Antitrust ha perciò stabilito che le omissioni dello spot Fiat limitano la libertà di scelta o di comportamento del consumatore, spingendolo a compiere decisioni di natura commerciale che, altrimenti, non avrebbe preso. La gravità della violazione è stata valutata anche sulla base della capacità di penetrazione degli spot televisivi, in grado di raggiungere un elevato numero di destinatari in poco tempo. La Fiat dovrà perciò pagare una sanzione amministrativa di 200 mila euro.


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