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Benzinai revocato lo sciopero

15 settembre 2010

15 settembre 2010

Per fortuna dei consumatori lo sciopero di tre giorni dei benzinai è stato revocato. L'accordo con il sottosegretario allo Sviluppo economico è stato trovato nella serata di ieri.

Forse un po' tardi soprattutto per chi, appresa la minaccia dello sciopero, è corso a fare rifornimento, pagando di fatto gli aumenti speculativi del prezzo del carburante.

Richieste condivisibili
Sull'accordo tra benzinai e ministero ci riserviamo di dire la nostra quando sarà pronto il Disegno di legge che lo incorporerà. Per il momento ci sentiamo di condividere soprattutto la richiesta dei benzinai di poter vendere anche altri prodotti oltre la benzina (ad esempio tabacchi, giornali ecc). Ciò consentirebbe a loro di non dover fare affidamento al solo guadagno sul carburante e a non dover per forza ricavare il massimo dagli aumenti (talvolta speculativi) sempre a danno dei consumatori.

Consumatori tartassati
Al di là della buona notizia per i consumatori della revoca dello sciopero, rimangono tutti i problemi della distribuzione e nella vendita dei carburanti in Italia. Cartello dei petrolieri, chiusura da parte degli esercenti a ogni forma di liberalizzazione, peso della componente fiscale: da anni i consumatori italiani sono tartassati da prezzi dei carburanti molto al di sopra di quelli degli altri Paesi europei. Da troppo tempo gli automobilisti pagano l'assenza di concorrenza. Un sistema che garantisce ai petrolieri una posizione di rendita continua e l'incapacità dell'Antitrust di intervenire, in mancanza di prove di un cartello che è comunque sotto gli occhi di tutti.

Il Governo non speculi: ridurre le accise
Il Governo dovrebbe fare la sua parte, chiamandosi fuori dalla vergognosa spartizione della rendita generata da un mercato inefficiente, anticoncorrenziale ed obsoleto. Altroconsumo chiede al governo di tornare a fare gli interessi dei cittadini, eliminando subito le accise istituite dal 1935 al 1980 e introducendo, per compensare le minori entrare derivanti per lo Stato, un'imposta ecologica, carbon tax razionalizzata. Imposta che, al contrario delle accise che sono fisse, dovrebbe essere proporzionale e oscillare al variare del prezzo dei carburanti. Qualora il prezzo del carburante dovesse superare un prezzo medio individuato annualmente, le aliquote percentuali da applicare dovranno essere specificatamente differenziate per ciascuna tipologia di carburante a seconda delle emissioni di anidride carbonica e non potranno eccedere il 10% del prezzo industriale del carburante stesso, calcolato al netto dell'Iva.


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