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Biocarburanti ecco cosa sono

01 aprile 2011

01 aprile 2011

Con i biocarburanti avremo meno gas serra e saremo meno dipendenti dal petrolio. Ma come viene prodotto il biocarburante? Quanto ne viene oggi utilizzato? E la sua produzione è davvero sostenibile?

Per una politica energetica più pulita
Le emissioni di gas serra, si sa, contribuiscono al surriscaldamento del pianeta. In Europa, circa il 30% di queste emissioni è dovuto al sistema dei trasporti. Va da sé che per ridurre i gas serra occorre rivedere la politica energetica del vecchio continente, adottando nuove soluzioni all’insegna di combustibili e carburanti più puliti e soprattutto rinnovabili. L’Unione Europea ha individuato nei biocarburanti, ovvero nei combustibili che si ricavano dalle coltivazioni o dai rifiuti, una buona alternativa al solo petrolio (destinato a esaurirsi) e al metano, fonti energetiche che ad oggi rendono l’Europa dipendente dai paesi produttori e dai prezzi da loro imposti.

Una produzione davvero sostenibile?
I biocarburanti sono nuovi tipi di combustibile ottenuto da colture come il mais e la canna da zucchero, che si trasformano in etanolo, e piante oleaginose come soia e colza, che diventano biodiesel. A differenza del petrolio, i biocarburanti sono fonti energetiche rinnovabili; per l’Europa il loro utilizzo ha certo il vantaggio di contribuire a ridurre le emissioni di gas serra (aiutando il nostro continente a rispettare gli accordi presi a Kyoto). Il lavoro degli scienziati però sta andando verso biocarburanti più sostenibili, ovvero ottenuti da fusti e foglie (che non si mangiano) o da alberi e alghe. Con questi biocarburanti di seconda generazione, non c’è più la necessità di togliere spazio alle colture alimentari; anzi si potranno valorizzare terreni di scarso valore agricolo, scegliendo colture che necessitano di poche cure (acqua, fertilizzanti, pesticidi...) o che crescono anche in ambienti poco adatti alle normali colture alimentari.


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