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Fuel Doctor

03 agosto 2012

03 agosto 2012

Riduce i “rumori” elettrici dell’auto per farti risparmiare carburante. Questa la promessa di Fuel Doctor, un insieme di fili e lucine ben lontano dal fare ciò che promette.

In un periodo di crisi e di prezzi folli del carburante, più di un automobilista avrà certamente drizzato le orecchie quando su parecchie radio commerciali la pubblicità di Fuel Doctor prometteva risparmi di carburante anche del 20%.

Cosa promette
Secondo la pubblicità, e anche secondo quello che c’è riportato sulla confezione e nel sito, si tratterebbe di un congegno che, collegato all’accendisigari del cruscotto, “aumenta i kilometri per litro (ndr di carburante)  riducendo e condizionando le interferenze o rumorosità che si generano nell’impianto elettrico del veicolo”. 
Per il produttore, quindi, uno dei problemi del consumo di carburante sarebbe la cattiva efficienza  dei “dispositivi alimentati elettricamente, come radio navigatore climatizzatore” che con il tempo “tendono a creare  più rumore elettrico o interferenze elettriche” al motore; e, come ci ricordano, “…quando il motore dei veicoli risulta più efficiente richiede meno carburante, produce più energia e riduce le emissioni di scarico”. Insomma un sofisticato aggeggio che ottimizza tutto l’impianto elettrico dell’auto, facendo produrre al motore meno energia e quindi facendogli consumare meno carburante.

I test d’oltreoceano
Le riduzioni delle interferenze dell’autoradio (peraltro un dispositivo già schermato e che consuma pochi Watt o del climatizzatore, paragonate alle decine di chilowatt prodotte dai motori (le utilitarie moderne ne hanno già una cinquantina, le berline più di cento)rappresentano un’inezia. La cosa quindi non ci ha convinti, ma prima di noi, la cosa non ha convinto anche al più importante associazione di consumatori americana (Consumer Reports), nostro partner durante molti test compartivi internazionali. I colleghi americani lo hanno provato su una decina di veicoli per ben due volte (con auto nuove e, dopo una stizzita protesta del produttore, anche su modelli con più di due anni); per farlo, hanno utilizzato i protocolli standard per la misurazione dei consumi di carburante con e senza l’aggeggio inserito nel cruscotto. Ebbene, i risultati sono sconfortanti: come avevamo immaginato non si ha alcun risparmio sul consumo di carburante.

Cosa c’è all’interno
Le ragioni di questa inefficacia le abbiamo comprese aprendo il “sofisticato” congegno, e scoprendo che di sofisticato ha davvero molto poco.
L’involucro di plastica che ospita il Fuel Doctor FD-47 (questo il nome commerciale) non possiede viti e, per smontarlo, è stato necessario romperlo. Il dispositivo commercializzato in Italia è leggermente differente rispetto a quello analizzato da Consumer Reports (ha una sola lucina al posto di tre), ma al suo interno troviamo più o meno gli stessi elementi: un semplice fusibile e una coppia di fili che portano a un più piccolo involucro di plastica sigillato con resina, all’interno del quale si trova la luce led.
Sono ben visibili, quindi, tre semplici componenti elettronici (un reostato, un condensatore e un led verde) mentre il retro della piastrina, ricoperto di uno spesso strato di resina indurita (che non è stato possibile rimuovere), ospita il resto dei componenti.

Segnalato all’Antitrust
Insomma, anche se semplificato rispetto al modello americano, siamo di fronte a un semplice congegno elettronico che, alimentato dalla batteria dell’auto attraverso la presa accendisigari, si limita ad accendere un led verde, incapace di fare ciò che il costruttore promette.  Il costo di 60 euro, poi, è di gran lunga superiore al valore intrinseco dei componenti utilizzati nel dispositivo; un costo inoltre che non è pensabile ammortizzare attraverso un risparmio di carburante praticamente nullo.
Per questa ragione, abbiamo provveduto a segnalare questo prodotto, e le promesse che non è in grado di mantenere, all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. 

 

 

 


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