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Nuova Fiat Panda

02 ottobre 2012

02 ottobre 2012

Rispetto al modello precedente, Panda classic, ancora sul mercato, la nuova Panda ha molte innovazioni, ma non si può parlare di una grande evoluzione. La versione base costa 10.200 euro e per dotarla di alcuni sistemi di sicurezza bisogna mettere di nuovo mano al portafogli. In attesa della versione 4x4 e di quella a metano, ecco i pro e i contro della versione 1.2 dell'auto più venduta in Italia.

Tante piccole innovazioni, ma senza una vera evoluzione. Il motore e il cambio sono buoni, ma i consumi potrebbero essere più contenuti.

Le nostre prove su strada


Ai crash test ottiene solo 4 stelle: risultato buono in generale, ma più basso rispetto a quello della gran parte delle auto oggi in circolazione, che ottenono 5 stelle. La versione base costa 10.200 euro, ma per dotarla di alcuni sistemi di sicurezza bisogna mettere di nuovo mano al portafogli. Riuscirà a competere con le rivali Chevrolet Spark, Citroen C1, Opel Agila, Peugeot 107, Renault Twingo e Toyota Aygo?

  • misura del bagagliaio
  • prezzo
  • sicurezza
  • spazio posteriore ristretto
  • consumi
  • riscaldamento nel vano posteriore

Soltanto quattro stelle
Sottoposta a numerosi test Euro NCAP nel 2011, la nuova Fiat Panda ha ottenuto 4 stelle. Un punteggio di tutto rispetto, anche se la maggior parte delle auto oggi in circolazione ne raggiunge 5.
Un risultato molto buono è quello sulla sicurezza degli occupanti adulti (82%). Scarsi, invece, i voti per la sicurezza dei bambini (63%), quella degli utenti deboli della strada (49%) e i sistemi di assistenza alla sicurezza (43%). Troviamo, infine, davvero inaccettabile che il sistema ESC (controllo elettronico di stabilità) non sia di serie ma venga proposto come optional: è risaputo che da quest’anno diventerà obbligatorio per tutte le nuove auto omologate.

 

Posto di guida ben organizzato e funzionale.
Posto di guida ben organizzato e funzionale.
Consumi non proprio contenuti
Se il produttore descrive la versione 1.2 come un’auto dai consumi contenuti e dalle emissioni limitate, il nostro laboratorio lo contraddice in parte. I consumi medi misurati sono pari a 5,7 l/100 km. e salgono a 6,8 l in città e a 6,9 l in autostrada. Le versioni Twinair 0.9 sono in apparenza meno voraci (in termini di carburante) ma costano 400 euro in più.
Le emissioni di CO2 sono pari a 156 g/km, ossia il 36% in più rispetto a quelli (120 g) annunciati dal produttore. Restano comunque emissioni abbastanza ridotte.
Consumi non proprio contenuti.
Consumi non proprio contenuti.
Gli interni
Lo spazio anteriore, secondo le nostre misurazioni, è in grado di accogliere due persone alte fino a m. 1,95. A prima vista quindi l’interno può sembrare molto generoso, anche se è facile urtare contro qualcosa a causa della posizione del sedile e delle rifiniture. Sarà meglio invece non sedersi nei posti dietro se si supera m 1,60 di altezza.
La stessa obiezione vale per il bagagliaio: con una capienza di 220 litri, in teoria può essere considerato grande per questa categoria di auto. Ma in pratica il sedile posteriore non divisibile di serie e il piano di carico alto limitano molto la flessibilità del bagagliaio che risulta poco utile.
Bagagliaio spazioso, ma poco flessibile. Visibilità posteriore limitata.
Bagagliaio spazioso, ma poco flessibile. Visibilità posteriore limitata.
Sulla strada
Il motore e il cambio sono decisamente eccellenti. Il motore a quattro cilindri non si fa sentire, qualsiasi sia la velocità e provoca pochissime vibrazioni. Il cambio è preciso e forma un bel tandem con il motore. Un indicatore del cambio dei rapporti aiuta a scegliere la marcia maggiormente appropriata (ed economica).
Il comportamento su strada e il comfort sono entrambi accettabili per la tipologia di auto, anche se qualche critica la si può muovere. Le strade con il pavé provocano vibrazioni nell’abitacolo, se si viaggia ad alta velocità si è disturbati da un rumore simile al vento e il riscaldamento posteriore lascia un po’ a desiderare. La funzione “City” permette di parcheggiare questa Panda con un solo dito, ma il rovescio della medaglia c’è: anche disattivandola, lo sterzo è poco preciso.

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