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Prestiti auto, sanzione Antitrust di 678 milioni di euro. Ora i rimborsi, al via la class action

Chi ha acquistato un'auto a rate tra il 2003 e il 2017 ha pagato interessi più alti: un cartello tra case automobilistiche e società finanziarie ha falsato il mercato. È quanto è emerso a chiusura delle indagini avviate da Antitrust e che ha portato a una sanzione collettiva da 678 milioni di euro. Ecco le case automobilistiche e le finanziarie coinvolte. Partecipa alla class action per chiedere indietro quanto pagato ingiustamente.

  • contributo tecnico di
  • Anna Vizzari
  • di
  • Roberto Usai
11 gennaio 2019
  • contributo tecnico di
  • Anna Vizzari
  • di
  • Roberto Usai
Finanziamenti auto

Un vero e proprio cartello nella vendita di finanziamenti finalizzati all'acquisto di auto. Un accordo che, attraverso scambio di email e riunioni segrete, aveva l'obiettivo di allineare i tassi dei finanziamenti al livello di quello dei concorrenti, a discapito dei clienti finali. Ma non solo, a finire nel calderone del sistema anticoncorrenziale ci sono anche altri aspetti dei prestiti come la durata, le spese, le commissioni e i contratti accessori. È quanto emerso dall'indagine dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato sulle case automobilistiche e sulle cosiddette captive bank, gli istituti collegati alle società che erogano i prestiti per l'acquisto delle auto a rate. A conclusione di un procedimento avviato in collaborazione con il Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza, l'Agcm ha imposto una maxi sanzione da 678 milioni di euro ai principali operatori del mercato. Dal canto nostro stiamo intervenendo a tutela dei consumatori con un'azione risarcitoria collettiva e per far sì che tutti gli utenti coinvolti vengano tutelati. Partecipa anche tu, è gratuita.

Pre aderisci alla class action

Il maxi accordo tra le case automobilistiche 

Stando agli accertamenti dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, tra il 2003 e il 2017 i principali operatori con le loro finanziarie o con le banche appartenenti ai loro gruppi automobilistici (le captive bank) hanno messo in piedi un sistema anticoncorrenziale. I soggetti coinvolti si sono scambiati informazioni su prezzi e quantità, influenzando così il mercato e, di conseguenza, anche le offerte per i clienti finali. Le promozioni definite dalle case madri erano molto simili tra loro e le minime variazioni nelle condizioni dei prestiti offerti erano in realtà possibili solo attraverso l'intervento del concessionario che si accollava eventuali vantaggi riconosciuti ai clienti. Nella costruzione del maxi accordo avrebbero avuto un ruolo chiave anche le associazioni di categoria Assofin (quelle delle imprese di credito al consumo) e Assilea (delle aziende di leasing). 

Le società e gli operatori finanziari coinvolti

I soggetti coinvolti sono sia le società automobilistiche che le captive bank legate alle società:

  • Società automobilistiche
    BMW AG, Daimler AG, FCA Italy S.p.A., Ford Motor Company, General Motors Company, Renault, Toyota Motor Corporation, Volkswagen AG.
  • Operatori finanziari e captive bank
    Banca PSA Italia S.p.A., Banque PSA Finance S.A., Santander Consumer Bank S.p.A., BMW Bank GmbH, Mercedes Benz Financial Services Italia S.p.A., FCA Bank S.p.A.,CA Consumer Finance S.A., FCE Bank Plc., General Motor Financial Italia S.p.A., RCI Banque S.A., Toyota Financial Services Plc., Volkswagen Bank GmbH.

I consumatori hanno pagato interessi più alti

Per i consumatori che hanno acquistato un'auto con un finanziamento tra il 2003 e il 2017, la principale conseguenza del comportamento anticoncorrenziale è stata quella dell'aver pagato interessi e spese più alti e dell'essere indotti a comprare i prodotti abbinati, a causa delle informazioni non corrette (come abbiamo più volte dimostrato nelle nostre inchieste). Un danno vero e proprio per i clienti finali che stiamo cercando di quantificare, per decidere quale sarà la strada migliore da intraprendere per garantire un giusto risarcimento.