Recensioni

Toyota Yaris

18 aprile 2012
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18 aprile 2012

Rivale di auto come Volkswagen Polo, Fiat Punto, Lancia Ypsilon e Nissan Micra, la Toyota Yaris di terza generazione si presenta con linee più affusolate e forme più dinamiche rispetto alle sue versioni precedenti. Il comfort interno è un po' sacrificato e l'impianto di riscaldamento non garantisce i risultati aspettati.

La nuova Toyota Yaris è stata leggermente ingrandita, senza, però, superare i quattro metri. In vendita a partire da 11.000 euro (1.0 VVT-i 3 porte), viene proposta con tre tipi di motore e quattro livelli di equipaggiamento. Noi abbiamo testato la versione più cara  (1.4D-4D Style), in vendita a un prezzo di 17.500 euro.

  • Spazio
  • Sicurezza del telaio
  • Sicurezza per i bambini
  • Sospensioni rigide, scomode
  • Cofano piccolo

 

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Il comfort è sacrificato
I passeggeri di questa Toyota vengono scossi alla minima irregolarità della strada e il comfort ne risente. I guidatori più dinamici, tuttavia, troveranno numerose regolazioni che favoriscono una migliore tenuta della strada. Per quanto riguarda la seduta, niente di speciale da segnalare. Il rumore del vento e delle ruote sull'asfalto ci sono sembrati eccessivi, soprattutto a velocità elevate: per esempio 71 dB(A) a 130 km/h. Altro punto dolente è l'impianto di riscaldamento. Infatti, durante il nostro test, abbiamo misurato il tempo necessario al sistema di riscaldamento per far passare la temperatura interna all’abitacolo da -10 a +22°C. Abbiamo anche esaminato le possibilità di ripartizione dell’aria e della temperatura e abbiamo dovuto constatare che la Yaris ha ottenuto voti decisamente negativi.
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Consumo
Abbiamo registrato, per questa versione diesel, un consumo inferiore a 4,7 l/100 km (rispettivamente 4,8, 3,7 e 6,0 l/100 km in città, fuori città e in autostrada). A titolo comparativo, abbiamo misurato in laboratorio per la versione 1.33 VVT-i un consumo inferiore a 6,3 l/100 km (rispettivamente 7,0, 5,0 e 7,7 l/100 km in città, fuori città e in autostrada). Ma è bene fare una riflessione: la versione diesel costa esattamente 1.700€ in più della versione benzina. Tenendo conto degli attuali costi del carburante, dovrete percorrere circa 50.000 km con la versione diesel prima di recuperare il supplemento. Sicuramente, però, possiamo supporre che, oltre al prezzo, il valore residuale della versione diesel sarà ugualmente superiore. Ma non dimentichiamoci, anche, che la manutenzione di un’auto diesel costa più cara di quella di un’auto a benzina. Un effetto ancora più evidente se non effettuate molti chilometri.
Potrete trovare il nostro calcolatore che vi permetterà di calcolare il costo al chilometro tenendo conto di tutti i parametri di pertinenza.
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Il prezzo
Dobbiamo confessare che il prezzo di 17.500 € per la versione (senza optional) che abbiamo provato ci ha lasciato un po' perplessi. Soprattutto quando ci siamo seduti all’interno dell’abitacolo e abbiamo notato l’abuso di plastiche dure, il cofano relativamente piccolo e le parti esterne non protette che sono molto sensibili ai piccoli colpi e graffi di ogni tipo. Paragonando le utilitarie concorrenti di più alto livello, queste ultime risultano meno care. Solo la versione base (1.0 VVT-i Active) di questa Yaris a 11.000 € è, in realtà, un po’ più abbordabile.
Dal punto di vista degli optional sappiate che un cambio automatico a sei velocità e una carrozzeria metallizzata vi costeranno rispettivamente 1.200 (800 per la versione diesel) e 500 € in più.
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Crash-test
La Yaris di terza generazione, tuttavia, ha brillantemente superato i crash-test Euro NCAP del 2011, ottenendo il voto massimo di 5 stelle. Un test che si scompone come segue: 89 % per la sicurezza degli occupanti adulti, 81 % per la sicurezza dei bambini, 60 % per la sicurezza degli altri utenti della strada e 86 % per l’assistenza di frenata. Unico punto negativo l’airbag in tela rimasto leggermente incastrato nell’imballaggio, dietro il rivestimento del montante del parabrezza dalla parte del passeggero una volta effettuato il crash-test contro un palo. Inoltre anche una protezione insufficiente nella zona lombare e del poggiatesta in caso di colpo della strega dovuto a un impatto da dietro.