Guida all'acquisto

Come scegliere il Monopattino elettrico

monopattini elettrici

Comodi in città per gli spostamenti su tragitti brevi i monopattini elettrici possono essere considerati una valida alternativa all'automobile anche per il loro minore impatto ambientale. La loro struttura, con pianale pieghevole, consente di ridurre l'ingombro, li rende maneggevoli e facilmente trasportabili anche sui mezzi pubblici. Vediamo come scegliere quello più adatto.

I monopattini elettrici sono l’evoluzione in termini di comfort di quelli a spinta. Negli scorsi anni si sono diffusi in tutte le grandi città italiane, come mezzo di trasporto per l’”ultimo miglio” nel tragitto casa-lavoro. Sono mezzi più ecologici di una macchina a combustione, ma il loro impatto non è nullo: ricordiamoci sempre che la produzione e la ricarica delle loro batterie al litio hanno un forte impatto ambientale e sociale. Se però li si sceglie per muoversi in città al posto della propria auto, allora si può contribuire a ridurre le emissioni inquinanti.

scopri i risultati del test

Ma come scegliere un buon monopattino elettrico? Ecco alcune caratteristiche a cui prestare attenzione.

Come funziona un monopattino elettrico

La struttura del monopattino elettrico è molto simile a quella del monopattino a spinta: un pianale su cui appoggiare i piedi, dotato di due piccole ruote di cui quella anteriore può ruotare grazie al manubrio; il monopattino è spesso dotato di un telaio pieghevole, per ridurre l’ingombro se vogliamo trasportarlo a piedi.

Il monopattino elettrico però ha due componenti in più: il motore e la batteria. Iniziamo proprio da questi ultimi.

Motore

Il motore elettrico è ciò che, prelevando energia dalle batterie, fornisce la potenza necessaria per la rotazione delle ruote e dunque per muovere il mezzo. Il motore può essere posizionato in diverse parti del monopattino: può trovarsi nel telaio (o all’interno del tubo che sorregge il manubrio, o al di sotto della pedana), all’interno di una ruota o in alcuni casi in entrambe. La posizione del motore è utile da considerare perché il suo peso sposta il baricentro del monopattino: se il motore si trova in alto, vicino al manubrio, infatti, il monopattino potrebbe essere meno stabile. Allo stesso modo, un monopattino a trazione anteriore (con motore che agisce sulla ruota anteriore) può essere meno stabile (soprattutto in condizioni di scarsa aderenza con il terreno, ad esempio quando è bagnato) di uno con motore a trazione posteriore (infatti il peso del guidatore grava soprattutto sulla ruota posteriore, che è quindi meno soggetta a slittamento rispetto a quella anteriore).

La velocità viene gestita da un comando acceleratore posto sul manubrio, dove si trovano anche le leve freno (se presenti) e ad eventuali dispositivi come display, interruttore luci e avvisatore acustico.

Attenzione ai limiti di legge: secondo il legislatore, infatti, il motore non deve superare la potenza nominale continua di 500 W. In caso contrario si rischia di incorrere in multe.

In ogni caso, 500 W sono più che sufficienti per spostamenti in città, soprattutto se si tratta di città pianeggianti e se il peso del conducente non supera gli 80-90 kg.

Ovviamente, minore è la potenza, più il monopattino farà fatica (rallenterà) su tragitti in pendenza. Nel caso in cui il conducente superi gli 80 kg di peso, si consiglia di scegliere un monopattino con una potenza maggiore e una batteria con capacità maggiore. 

Batteria

La batteria fornisce l’energia necessaria al motore per muovere le ruote. Esse possono ricaricarsi utilizzando l’adeguato caricabatterie collegato ad una comune presa di corrente. Questo permette di ricaricare il monopattino sia a casa che, eventualmente, in ufficio.

Conviene controllare che le batterie siano rimovibili, in modo tale da permettere una ricarica più facile, senza dover portare l’intero monopattino in casa o in ufficio.

La capacità della batteria è connessa con l’autonomia del mezzo, ossia con quanti km possono essere percorsi prima che la batteria si scarichi (e con la velocità che si riesce a mantenere). Ovviamente, se il tragitto prevede salite o se il conducente ha un peso elevato, la batteria può scaricarsi più in fretta (perché deve fornire un’energia maggiore al motore) riducendo l’autonomia del mezzo. Inoltre, come avviene in tutte le batterie, col passare del tempo la capacità (quindi l’autonomia di spostamento) diminuisce.

Quando devi valutare quale capacità deve avere la tua batteria, pensa al tuo tragitto giornaliero e alla distanza percorsa in una giornata tipo. Verifica anche la facilità con cui, nel caso la batteria si esaurisse prima di giungere a destinazione, puoi utilizzare il monopattino a spinta. Alcuni modelli di monopattini hanno la possibilità di aggiungere una batteria supplementare che raddoppia l’autonomia del monopattino elettrico.

Così come per il motore, anche la posizione della batteria è importante per l’equilibrio del mezzo: se si trova sotto la pedana, il peso è in basso, monopattino più equilibrato; se si trova all’interno del tubo che sorregge il manubrio, il peso è in alto e anteriore, quindi il monopattino è meno stabile soprattutto sul bagnato.

Pneumatici e ruote

Esistono tre tipologie di pneumatici che possono essere montati su di un monopattino:

  • con camera aria: sono come i normali pneumatici da bici (anche se le dimensioni sono minori). Hanno il grande vantaggio di assorbire le asperità del terreno, riducendo le vibrazioni che arrivano al manubrio e quindi aumentando il comfort di guida. Per questo motivo su un terreno sconnesso consentono una migliore maneggevolezza e trazione (hanno un grip migliore rispetto alle ruote piene), specialmente in caso di maltempo e terreno scivoloso. Il rovescio della medaglia è la maggiore necessità di manutenzione rispetto alla varietà tubeless, in quanto sono soggetti a forature e devono essere gonfiati quando hanno una bassa pressione. Quando si buca bisogna rimuovere il copertone e riparare o sostituire la camera d’aria, un lavoro non sempre semplice (come non sempre è semplice trovare le camere d’aria di ricambio);
  • tubeless: sono dei pneumatici che non hanno una camera d’aria interna, e quindi ciò che si gonfia è direttamente il pneumatico. Questo vuol dire che hanno gli stessi vantaggi dei pneumatici con camera d’aria in termini di ammortizzazione, comfort e trazione. Lo svantaggio è che si può forare, ma spesso basta utilizzare l’apposita bomboletta per chiudere il buco e continuare a utilizzare il copertone. Anche la manutenzione è più facile rispetto ai pneumatici con camera d’aria perché nel caso di foratura basta cambiare l’intero pneumatico (senza dover rimuovere e rimettere la camera d’aria). Nei risultati del nostro test sono anch’essi classificati come ruote con camera d’aria;
  • ruote piene: sono dei pneumatici di gomma piena (alcuni modelli presentano delle bolle d’aria al loro interno per aumentare l’ammortizzazione), quindi è impossibile forare. Il problema però è che hanno un grip ed una ammortizzazione molto scarsa: per questo sono spesso montati su modelli con sospensioni.

Considerando i risultati dei nostri test di settembre 2020, si può notare che avere la ruota con camera d’aria è positivo perché, nonostante le dimensioni ridotte, ammortizza molto più che una ruota piena ed ha un’aderenza maggiore, pesa meno e non necessita di sospensioni (soprattutto per diametri maggiori) per ridurre le vibrazioni. E’ interessante anche notare ai primi posti in classifica ci sono soprattutto prodotti con camera d’aria senza ammortizzatore, e quelli senza camera d’aria invece necessitano sempre di ammortizzazione per riuscire ad ottenere dei risultati soddisfacenti. In generale tutti i prodotti senza camera d’aria hanno un risultato minore nel test di vibrazione, nonostante alcuni (come il terzo) siano bi-ammotizzati; in altre parole, gli unici prodotti che raggiungono le 5 stelle nel test di vibrazione sono quelli con camera d’aria anteriore e posteriore.

Riguardo alle dimensioni delle ruote, bisogna tener conto che un diametro maggiore permette di raggiungere e mantenere velocità maggiori con un equilibrio migliore. Inoltre, ruote più grandi ammortizzano maggiormente. Ruote grandi, tuttavia, aumentano molto il peso del monopattino. Inoltre, bisogna ricordare i limiti di legge che riguardano la velocità massima che si può raggiungere con il proprio monopattino elettrico (vedi dopo).

La dimensione standard delle ruote per un monopattino è di circa 100 – 110 mm. I modelli che hanno diametri più grandi possono essere anche 200 o 300 mm.

La grandezza è perciò strettamente legata al tipo di guida che la persona vuole avere, alla velocità che si vuole raggiungere e anche al tipo di terreno o strada che si vuole percorrere. Con le ruote grandi, è possibile anche percorrere terreni accidentati e sabbiosi. Le ruote più piccole non sono adatte a questo tipo di percorsi, ma vanno bene per le strade asfaltate della città.

Freno

Esistono quattro tipi di freni principali: elettrico (freno motore), a pedale (sulla ruota posteriore), a tamburo e a disco. Il corpo del freno è solitamente installato sia sulla ruota anteriore che su quella posteriore, ma nello stesso monopattino possiamo avere due sistemi frenanti diversi. 

I freni elettrici sono i meno efficaci, in quanto agiscono come un freno motore. La distanza di arresto è infatti elevata rispetto ad altri tipi di freno.

Il freno a pedale è quello che sfrutta il “parafango” posteriore: spingendolo con il piede contro il copertone si rallenta la ruota posteriore. Anche questo freno non consente uno stop immediato, ed inoltre ha lo svantaggio di consumare il copertone posteriore.

I freni a tamburo sono racchiusi all’interno del mozzo della ruota e richiedono di solito una manutenzione minore rispetto ad altri tipi di freni. Mantengono prestazioni costanti in condizioni di bagnato, a differenza di quelli a disco che possono perdere capacità frenante.

I freni a disco sono in migliori in quanto a capacità d’arresto, e sono più leggeri dei freni a tamburo. Si trovano in genere sui monopattini elettrici di fascia alta e ad alte prestazioni.

Peso del monopattino

La maggior parte dei monopattini con una autonomia superiore ai 25 km pesa più di 12 Kg. Nel caso in cui il conducente abbia un peso maggiore di 80 kg, si consiglia di scegliere un monopattino più robusto (e quindi inevitabilmente più pesante). Il peso del monopattino non dipende solo dal suo telaio, ma anche dalla potenza del motore, dalla capacità della batteria, dalla dimensione delle ruote.

Un monopattino leggero è indicato per chi lo sfrutta per l’intermodalità, e quindi ha un bisogno frequente di chiuderlo e portarlo a mano sul treno o sui mezzi pubblici. Se invece si sfrutta il monopattino per un tragitto lungo (e/o ripido), conviene considerare modelli con batterie più capienti e motori più potenti, e quindi anche più pesanti.

Regole del Codice della strada 

Le regole per la circolazione dei monopattini sono in continua evoluzione, in quanto si tratta di un mezzo di trasporto che si è diffuso solo negli ultimi anni. Ad oggi, i monopattini elettrici sono assimilati a le biciclette, con alcuni vincoli in più:

  • limitazione su potenza: il motore non può superare i 500W;
  • limitazione su velocità: il monopattino non può superare i 25 km/h su strada  i 6 km/h in zone pedonali;
  • dove si può circolare: il monopattino è obbligato a circolare sulla pista ciclabile se esiste, altrimenti in strada. Può circolare in tutte le aree pedonali tranne se diversamente indicato. Si può usare sulla carreggiata delle strade urbane se non è presenta la pista ciclabile (strade con limite 50 km/h, dove è consentita la bici); anche sulle extraurbane, ma solo se presente una pista ciclabile. Non si può circolare sui marciapiedi o affiancati in più di due (quando fattibile);
  • dotazione minima di legge: per legge è necessario attivare i dispositivi di illuminazione anteriori (luce bianca) e posteriori (luce rossa) durante le ore notturne (la maggior parte dei modelli di monopattini ha una luce anteriore ed una luce posteriore integrate nel telaio, in alternativa si può utilizzare delle luci rimovibili), è necessario possedere un dispositivo di segnalazione acustica ed il monopattino deve essere dotato di fasce catarifrangenti laterali;
  • non vi è l’obbligo di libretto di circolazione, l’uso del casco è obbligatorio sotto i 18 anni e non è obbligatoria l’assicurazione.

Manutenzione

La manutenzione dei monopattini elettrici è più articolata rispetto ad esempio a quella delle normali biciclette non solo perché bisogna saper agire anche sulla parte elettronica ma soprattutto perché i pezzi di ricambio sono più difficili da trovare. Per questo motivo, prima di acquistare un monopattino elettrico, conviene assicurarsi che il rivenditore possa occuparsi anche della manutenzione e riparazione, e che sia facile trovare i pezzi di ricambio (conviene perciò scegliere delle marche diffuse). È importante ricordarsi dell’aspetto della manutenzione perché i monopattini elettrici sono soggetti a usura elevata.

Il nostro parere

Il monopattino può essere una scelta utile ed ecologica per chi lo utilizza al posto dell’automobile, o per effettuare l’intero tragitto casa-lavoro o come mezzo per facilitare l’intermodalità: è infatti un mezzo maneggevole, più veloce dell’auto per brevi spostamenti, e facile da piegare e caricare sul trasporto pubblico.

Il monopattino è una scelta ecologica solo se i sostituisce all’utilizzo dell’auto privata: se invece lo si usa al posto della bici, o al posto di uno spostamento che è solitamente fatto a piedi, il monopattino ha un impatto ambientale enormemente maggiore: la bicicletta e la passeggiata, infatti, oltre a permettere lo svolgimento di attività fisica, non inquinano. Il monopattino, invece, inquina in fase di produzione (a causa dell’estrazione del litio e delle altre materie prime che servono per la costruzione delle batterie e del motore), in fase di utilizzo (si deve infatti usare la corrente elettrica per ricaricarlo) ed in fase di smaltimento.

Insomma, se vuoi lasciare la tua auto a casa perché ti sei stancato del traffico, scegli una bici o un monopattino. Ma pensaci bene prima di sostituire la tua bici con un monopattino elettrico!

Come si carica il monopattino elettrico?

La batteria del monopattino elettrico può ricaricarsi utilizzando l’adeguato caricabatterie collegato ad una comune presa di corrente. Questo permette di ricaricare il monopattino sia a casa che, eventualmente, in ufficio. 
Conviene controllare che le batterie siano rimovibili, in modo tale da permettere una ricarica più facile, senza dover portare l’intero monopattino in casa o in ufficio.

Quanto va veloce un monopattino elettrico?

La velocità dei monopattini elettrici deve essere limitata a 25 km/h, ma le velocità di utilizzo dipendono da dove si sta viaggiando con questo mezzo: si può usare sulle ciclabili (come prima scelta) o sulla carreggiata delle strade urbane (quelle con limite 50 km/h dove si può andare anche in bici); anche nelle strade extraurbane, ma solo sulla ciclabile, se c’è. In questi casi non si deve superare i 25 km/h sulla carreggiata , quando non ne è vietato l’uso nelle aree pedonali  si può procedere ad una velocità massima di 6 km/h.

Quanto costa un monopattino?

Per il nostro test abbiamo selezionato modelli adatti a essere usati in città e i prezzi vanno da 259 a 749 euro. Il prezzo varia in funzione di aspetti di carattere tecnico e commerciale.

Chi può guidare un monopattino elettrico?

Possono essere usati dai 14 anni in su e sotto i 18 anni è obbligatorio il casco; inoltre è vietato utilizzarlo in due o portare oggetti o animali, trainare altri veicoli o farsi trainare. Bisogna tenere entrambe le mani al manubrio, eccetto quando si indica la svolta. Da mezz’ora dopo il tramonto e, di giorno, se le condizioni atmosferiche rendono scarsa luce e visibilità, c’è l’obbligo di giubbotto o bretelle retroriflettenti; i monopattini inoltre devono essere equipaggiati con luci bianche o gialle anteriori e con luci rosse e catadiottri rossi posteriori.