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Benzina quante speculazioni Ridurre le accise

14 settembre 2010

14 settembre 2010

Tre giorni di sciopero dei benzinai, anticipati da aumenti di prezzo chiaramente speculativi. Emerge tutta l’inefficienza del sistema distributivo e l’incapacità di intervenire da parte dell’Antitrust. Chiediamo al Governo di ridurre le accise.

Consumatori tartassati
Cartello dei petrolieri, chiusura da parte degli esercenti a ogni forma di liberalizzazione, peso della componente fiscale: da anni i consumatori italiani sono tartassati da prezzi dei carburanti molto al di sopra di quelli degli altri Paesi europei. E ora dovrebbero accettare anche una serrata di tre giorni delle pompe di benzina, anticipata da aumenti speculativi.
Questo non è più accettabile. Da troppo tempo gli automobilista pagano l’assenza di concorrenza. Un sistema che garantisce ai petrolieri una posizione di rendita continua e l'incapacità dell'Antitrust di intervenire, in mancanza di prove di un cartello che è comunque sotto gli occhi di tutti.

E ora la serrata…
Per quanto concerne i gestori, quello che sta per iniziare non è uno sciopero ma una serrata da parte dei benzinai, con l'obiettivo di sbarrare la strada ad ogni benché minima ipotesi di apertura del mercato nella distribuzione dei carburanti (per esempio una seria apertura alla grande distribuzione).
Infine, il rialzo speculativo dei prezzi di questi giorni, mentre c’è una corsa ai rifornimenti da parte dei cittadini prima della serrata, è cosa che va oltre questioni Antitrust e per la quale chiediamo la massima attenzione da parte dei magistrati e della polizia giudiziaria.

Il Governo non speculi: ridurre le accise
Il Governo dovrebbe fare la sua parte, chiamandosi fuori dalla vergognosa spartizione della rendita generata da un mercato inefficiente, anticoncorrenziale ed obsoleto. Altroconsumo chiede al governo di tornare a fare gli interessi dei cittadini, eliminando subito le accise istituite dal 1935 al 1980 e introducendo, per compensare le minori entrare derivanti per lo Stato, un’imposta ecologica, carbon tax razionalizzata. Imposta che, al contrario delle accise che sono fisse, dovrebbe essere proporzionale e oscillare al variare del prezzo dei carburanti. Qualora il prezzo del carburante dovesse superare un prezzo medio individuato annualmente, le aliquote percentuali da applicare dovranno essere specificatamente differenziate per ciascuna tipologia di carburante a seconda delle emissioni di anidride carbonica e non potranno eccedere il 10% del prezzo industriale del carburante stesso, calcolato al netto dell’Iva.


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