News

Pedalare senza smog

08 gennaio 2009

08 gennaio 2009

Non c'e' niente di peggio, per rovinare il piacere di una bella pedalata, che respirare smog.

Non c'è niente di peggio, per rovinare il piacere di una bella pedalata, che respirare smog.

Purtroppo questo accade molto spesso nelle città, dove i ciclisti frequentemente devono condividere il percorso con le automobili, anche sulle strade più trafficate. Ma l'aria della città non è tutta uguale: basta allontanarsi anche solo di qualche metro dalle strade molto frequentate, per avere una situazione migliore.

Lo dice uno studio dell'Università canadese della British Columbia, che ha preso in esame le piste ciclabili della città di Vancouver, svelando alcuni aspetti interessanti collegati all'inquinamento da polveri sottili.

La ricerca è utile, perché può consigliare ai patiti delle due ruote quali percorsi seguire e agli urbanisti come realizzare tracciati meno esposti all'inquinamento. La rilevazione, condotta in 14 giorni tra estate e autunno, ha dimostrato che la presenza di polveri sottili lungo le piste ciclabili varia notevolmente a seconda del traffico della strada adiacente (maggiore il volume, maggiore l'inquinamento), delle condizioni del tempo e del tipo di attività industriali o commerciali svolte nella zona.

In particolare, gli studiosi hanno associato le massime concentrazioni di Pm10 (un gruppo di particelle molto temute) alle zone dove il traffico è più congestionato. Il consiglio per gli urbanisti è ovvio: costruire piste ciclabili lontane dalle strade più frequentate. In attesa che questi si adeguino, i ciclisti possono difendersi: per respirare un po' meglio, vale la pena di cercare percorsi alternativi in strade meno trafficate e comunque di tenersi sempre il più possibile lontano dai tubi di scappamento delle automobili.


Stampa Invia