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Piste ciclabili: sono sicure? Inchiesta in sei città

24 aprile 2013

24 aprile 2013

Cosa si fa per rendere la bici un mezzo di trasporto alternativo all’automobile? Abbiamo provato le piste ciclabili di sei città per scoprire se sono sicure. Quasi ovunque manca un’integrazione efficace con la mobilità cittadina. I maggiori problemi a Roma, Milano e Napoli.

C’è ancora molto da fare per rendere la vita più semplice a chi usa la bicicletta in città. Le piste ciclabili sono isole galleggianti in un mare di traffico motorizzato: nelle città che abbiamo preso in considerazione manca quasi ovunque un’integrazione efficace con la mobilità cittadina. Questo l'esito dell'inchiesta che abbiamo svolto in sei città: Torino, Milano, Bologna, Ferrara, Roma e Napoli.

L’inchiesta completa.

Le piste ciclabili analizzate sono costituite quasi tutte da percorsi con sede propria, separata dalla viabilità automobilistica, che dovrebbero rappresentare una garanzia di sicurezza.
Le piste sono state percorse a piedi o in bici. I percorsi sono stati fotografati e in alcuni tratti anche ripresi con telecamera e Gps, per rilevare le caratteristiche del tracciato. Tra gli aspetti valutati: la pavimentazione, la segnaletica, la geometria, gli incroci, gli ostacoli.

Ferrara: i ciclisti hanno la precedenza sul traffico

A Ferrara c’è una radicata cultura della mobilità ciclistica. Le piste sono state realizzate in coerenza con lo sviluppo dell’intero sistema viario cittadino. Gli unici problemi riguardano lo stato della pavimentazione. Stessa situazione a Bologna dove i percorsi ispezionati rivelano i segni del tempo. La manutenzione delle piste è modesta.


I maggiori problemi a Roma, Milano e Napoli

Vita dura per la bici a Milano. Le piste sono vecchie e a volte in stato di degrado e quando la ciclabile si immette nel flusso veicolare si crea un conflitto, che spesso non è protetto né segnalato. Anche i ciclisti napoletani sono poco sicuri. La parte terminale delle piste è spesso priva di segnaletica e non protetta: ciò significa che il ciclista rischia di incrociare in modo pericoloso il flusso di automobili. A Roma molti rischi sono legati al degrado della pavimentazione, discontinua, piena di buche, avvallamenti, radici di alberi sporgenti, sampietrini dissestati. Infine, nonostante le nuove piste sono migliori rispetto a quelle vecchie, si può dire che anche a Torino manca un’integrazione tra il modo di spostamento ciclistico e quello motorizzato.


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