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Caschi moto: ancora troppi bocciati

28 febbraio 2012

28 febbraio 2012

Tanti i caschi integrali che non superano il test di sicurezza. Servono maggiori controlli e un giro di vite sulla normativa in vigore, che non tutela i motociclisti.

Tutte le prove

..Sette modeli del test sono stati bocciati per problemi di sicurezza: non garantiscono sufficientemente la protezione in caso di urto (per i dettagli delle prove vedi il video a fianco). Di questi, sei non hanno superato le prove di omologazione che abbiamo ripetuto in laboratorio. Sono: AGV Grid, Airoh Dragon, Arai Axces, Premier Style, Shark Vision R e Suomy Apex. Mentre X-lite x-602 non supera le nostre prove extra. Tutti i caschi bocciati sono stati segnalati al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e alla Camera di Commercio di Milano.
Il regolamento sui caschi è da rivedere, perché lascia margini di applicazione criticabili e non è abbastanza severa. Perché, per esempio, la norma prevede di verificare la sicurezza solo in cinque punti definiti? E perché lasciare la possibilità di adottare tre metodi diversi per valutare la sicurezza delle visiere? Noi abbiamo verificato che non sono tutti e tre equivalenti e abbiamo utilizzato il più restrittivo (metodo "A"), ma i produttori quale scelgono? I cittadini devono essere messi nelle condizioni di acquistare prodotti che li proteggono davvero.

Chiediamo il ritiro dei prodotti pericolosi
Altroconsumo ha segnalato i caschi non sicuri ai produttori e al ministero dei Trasporti. Sulla base dei risultati dell’indagine, i prodotti che non superano le prove di impatto previste dalla norma andrebbero ritirati dal mercato. Pertanto abbiamo chiesto al Ministero di adottare le misure previste a tutela della salute e sicurezza dei consumatori, anche effettuando immediati e diffusi controlli sui caschi in commercio.

La nostra replica ad Ancma
Ancma, l'Associazione nazionale ciclo motociclo e accessori, sta facendo girare una nota in cui esprime disappunto in merito ai risultati del nostro test. In particolare, Ancma insiste sul fatto che avremmo usato una metodologia nostra. Ribadiamo che le nostre prove sono fatte secondo le norme ufficiale (come abbiamo scritto nell’indagine, che evidentemente non è stata letta fino in fondo). Questa reazione dimostra che non si vuole prendere in considerazione l’evidenza di un serio problema di sicurezza a danno del consumatore. Per noi nulla è più prioritario che usare le nostre risorse per la tutela del consumatore, missione che intendiamo condurre fino in fondo.


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